Giallo sui controlli per bus e metrò. Mascherine in città per salvare Natale

Nov 26, 2021

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    C’è il timore dei sindaci, delle forze di polizia, dei sindacati. Si annuncia complicato il nodo dei controlli sul green pass rafforzato e soprattutto sull’obbligo del certificato base, cioè il tampone negativo, per il trasporto pubblico locale a partire dal 6 dicembre. Un settore dove finora la misura non era stata introdotta proprio per le difficoltà delle verifiche. Ma su queste si gioca la partita «cruciale», secondo il premier Draghi, affinché il decreto funzioni. «Mi auguro che questa volta i controlli vengano fatti», ha ammonito lo stesso premier in Cdm. Il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese ha però ammesso che le difficoltà sono oggettive, che la polizia «ha mille fronti aperti e le forze sono quelle che sono». Preoccupa il trasporto pubblico locale, autobus e metropolitano. Anche se, ha detto ieri il sindaco di Milano Beppe Sala, bisogna aspettare il testo in vigore perché «non si capisce ancora se varrà» per tutti i mezzi. Certo è che «sarebbe un problema. Credo che i controlli verranno fatti a campione però non è ancora chiaro quindi aspettiamo il decreto e poi ci muoveremo di conseguenza». I sindacati del settore temono il caos, chiedono una pianificazione per «non penalizzare i tempi del servizio e tutelare i lavoratori da eventuali aggressioni».

    I tempi per organizzarsi sono stretti: entro tre giorni dall’entrata in vigore del provvedimento i prefetti dovranno convocare i comitati provinciali per l’ordine e la sicurezza pubblica. Dopo altri due giorni «adottare un piano per l’effettuazione costante dei controlli». Un ruolo cardine della gestione è affidato proprio alle prefetture, chiamate a garantire un coordinamento tra forze dell’ordine e polizia locale. Nelle prossime ore potrebbero ricevere indicazioni operative precise dal Viminale. La linea è quella di disporre controlli a campione, ma i territori da soli temono di non farcela. «Possiamo avere un grosso aiuto da parte delle autorità statali per prevedere dei controlli mirati sui trasporti pubblici», dice il governatore della Toscana Eugenio Giani. «Aspettiamo di capire quali siano le indicazioni precise. Le attività di controllo vanno coordinate anche con le Regioni limitrofe», precisa il governatore Attilio Fontana, visto che i trasporti da controllare sono anche quelli interregionali. Criticità si annunciano per l’organico delle forze dell’ordine: «Siamo preoccupati per il surplus di attività che graverà sulla Polizia – avverte il segretario del Coisp Domenico Pianese – a fronte delle note carenze di organico, l’aumento dei controlli che si aggiunge al carico di lavoro già esistente, rischia di creare difficoltà».

    Intanto anche se per legge è previsto solo in zona gialla, i sindaci si muovono da soli e ripristinano l’obbligo di mascherina all’aperto per il timore dei contagi sotto Natale. Dopo Padova, anche a Milano in una logica «preventiva e cautelativa», da domani fino al 31 dicembre sarà obbligatorio indossarla dalle 10 alle 22 lungo l’asse tra piazza San Babila e piazza Castello. A Bergamo è stata stilata una lista delle vie della città alta e bassa dove è obbligatoria. Le sanzioni vanno da 400 a 3.000 euro. Da oggi fino al 9 gennaio l’obbligo scatta anche a Bologna, nell’area del centro storico delimitata dalla circonvallazione. A Firenze il sindaco Dario Nardella annuncia che «stiamo studiando ora la misura». E a Roma potrebbe partire già dal prossimo fine settimana il sistema di contenimento degli accessi nelle principali vie dello shopping, con transennamenti temporanei nei momenti di maggiore affluenza e mascherine all’aperto. «Io rispetto la volontà dei sindaci ma ormai ci sappiamo anche regolare da soli», commenta il ministro per gli affari regionali Maria Stella Gelmini. E ricorda che «laddove all’aperto ci sia un assembramento, già con le regole in vigore c’è l’obbligo della mascherina».


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