Giuliana De Sio, “Io Liala regina appassionata del rosa”

Ott 4, 2021

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    “Ti chiamerò Liala perché ci sia sempre un ‘ala nel tuo nome”. Così un giorno Gabriele D’ Annunzio inventa per la Lariana Lia la firma indelebile di regina del genere rosa. “Ma il primo incontro tra il vate, l’uomo considerato da tutte le donne un simbolo di virilità, fu burrascoso, lui la fece attendere narra troppo, per poi farle attraversare una porticina bassa, come in segno di deferenza costringendola a una sorta di inchino, cosa per lei impensabile a tal punto che la donna lo apostrofò dandogli della merdina, tanto bastò per conquistarlo”. A raccontarlo, in una conversazione con l’ANSA è l’attrice Giuliana De Sio che dà voce e volto, truccata e vestita di tutto punto come la più grande scrittrice di romanzi rosa (autrice di oltre 80 libri che solo in Italia hanno venduto più di 10 milioni di copie) nella conversazione “impossibile” con Elena Stancanelli – è la protagonista di “Il segno delle donne”, la coproduzione Rai Storia – Anele, che Rai Cultura propone martedì 5 ottobre alle 21.10 su Rai Storia. Per ripercorrere le tappe della sua vita e della sua carriera, il racconto da immagini inedite, filmati di repertorio e interviste a testimoni illustri, come la nipote Donata Bellani, lo scrittore Tony Golia, il saggista e drammaturgo Luca Scarlini e la linguista Patrizia Violi. De Sio confessa: “mi sono documentata a lungo su questa figura incredibile di donna, ma prima non avevo mai letto un suo libro, l’ho fatto in questa occasione per approfondire la sua figura. E’ anche vero che In questi giorni appena ho postato sui miei profili social la foto che mi ritrae vestita come lei mi sono arrivati centinaia di commenti da parte di utenti, un pubblico prettamente femminile che mi confessavano di conservare o aver letto tutti i suoi libri di Liala, donne di una certa età. Comunque fatto sta – aggiunge- che è stata un fenomeno, di costume ha inevitabilmente iniziato alla lettura un pubblico che non avrebbe mai pensato di prendere in mano un libro. Poi se pensiamo, il melò in un modo o nell’altro negli anni è sempre tornato magari in chiave più moderna, ma non è mai passato di moda, io stessa che ho iniziato questo mestiere con grandissimi registi quando ho girato per la Rai Una donna (1977), tratto dal romanzo di Sibilla Aleramo, uno dei primi che affrontava il tema femminista e fece 20 milioni di spettatori, ho vinto due David ho girato con registi come Elio Petri e Massimo Troisi, Argento, ho fatto la Piovra, poi mi sono confrontata con fiction melodrammatiche come il Bello delle Donne o Onore e il rispetto se svelo chi mi ha confessato che le guardava, insospettabili”. Quindi l’attrice fa notare: “la mia di Liala più che un interpretazione è una meta interpretazione, sono vestita di bianco- lei era sempre elegantissima- e truccata come lei e rispondo a domande sulla sua vita dall’infanzia, al suo successo”. Nata a Carate Urio (Como) nel 1897, Amalia Liana Cambiasi Negretti sposa appena diciassettenne il marchese Pompeo Cambiasi, tenente di vascello della Regia Marina, e poi s’innamora perdutamente del marchese Vittorio Centurione Scotto, ufficiale dell’Aeronautica, fino al tragico e romanzesco epilogo della morte di lui, precipitato nel lago di Varese al comando del suo idrovolante – lo dirà una sola volta, quando, nel 1931, pubblica Signorsì , il suo primo romanzo. Iniziò a scrivere per esorcizzare il dolore di quella perdita. Arrivò a trecentotrentuno pagine di un incredibile bestseller. La prima edizione andò esaurita in soli venti giorni. “Macché romanzi rosa- ricorda De Sio- lei si infuriava quando sentiva quella parola. ‘Dentro i miei libri non c’è il rosa, c’è la vita’, diceva”. E a onore del vero, dentro i romanzi di Liala ci sono in uguale misura sia drammi sia amori. “Disprezzata dall’ intellighenzia – Camilla Cederna liquidò i suoi libri come ‘paraletteratura per manicure’ – Liala era adorata dalle sue lettrici. Le scrivevano di tutto”. Insomma “il grandissimo successo incontrato dai suoi romanzi fino ai nostri giorni è dovuto a una straordinaria abilità nel maneggiare gli stereotipi del romanzo di consumo, creando trame narrative inserite in una scenografia e personaggi bellissimi, atletici, ecco un po’ desueto forse per oggi, nota De Sio, “ma ha venduto quello che altri oggi neanche nei loro sogni potrebbero mai immaginare. Poi era un carattere per l’epoca, forte, indomito, e le critiche non l’hanno spezzata, ha vissuto fino a 98 anni il 15 aprile ’95”.
        L’attrice lancia un appello: “Con il segno delle donne torno in Rai di fatto dopo 30 anni. Mi auguro che si ricordino di me anche per altri progetti, fiction, intrattenimento e non solo come ospite di interviste”. Ma c’è è stato Ballando? “Si ma è stata una bellissima parentesi, che rifarei 10 volte e mi ha regalato la passione per la danza, ma non la considero un ritorno, ero una concorrente. Sono un’ attrice che ha dato tanto alla Rai e anche grandi numeri di ascolto, ma soprattutto passione e cuore” (ANSA).
       


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