Gli avvoltoi moralisti attaccano Morisi per colpire Salvini

Set 28, 2021

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    Il festino durato ore nella villa appartata, la droga liquida e i grammi di coca per sballarsi, due dei partecipanti (entrambi romeni) fermati dai carabinieri e trovati in possesso di una boccia presumibilmente di Ghb. E poi il personaggio famoso: Luca Morisi, ex manovratore dei social di Matteo Salvini e padre della “Bestia” da sempre invisa alla sinistra. Ieri mattina, quando la notizia ha iniziato a trapelare, nonostante la procura avesse specificato che al momento si tratta di un fatto di lieve entità, ci si sono buttati addosso tutti quanti. Col passare delle ore poi, con la solita foga moralistica a cui assistiamo ogni qual volta che un vip (dello spettacolo o della politica, poco importa) finisce invischiato in un affare di sesso e droga, è stata una corsa sfrenata al particolare (più è pruriginoso meglio è). L’obiettivo: demonizzare Morisi per colpire Salvini.

    Morisi, “droga dello stupro”. Salvini sempre più solo. Questo il titolo a caratteri cubitali dell’edizione odierna di Repubblica. La seconda frase è un’analisi politica, mentre la prima vuole riassumere l’intera vicenda giudiziaria che ha travolto il guru dei social. Ovviamente il quotidiano diretto da Maurizio Molinari lo fa in modo strumentale e con un accostamento, l’indagato Morisi e il termine “stupro”, che spinge il lettore a pensare che in un certo qual modo si abbia a che fare con una violenza sessuale. Non è ancora stato stabilito che quella trovata nell’auto dei due romeni sia Ghb, uno stupefacente molto simile all’ecstasy che nel tempo è stato ribattezzato “droga dello stupro” perché spesso usato per stordire la vittima prescelta e poi abusare di lei. Spesso ma non sempre. L’acido gamma-idrossibutirrico, come anche il similissimo gamma-butirrolattone (Gbl), viene anche assunto in modo consenziente da chi vuole sballarsi e fare sesso. Non sappiamo cosa sia successo tra Morisi e i ragazzi conosciuti online (sono stati loro a dire ai carabinieri che si tratta di Ghb, ma la sostanza non è ancora stata analizzata dal laboratorio) e poi invitati al festino nell’appartamento di Belfiore, paesino della campagna veronese. Ma nemmeno vogliamo saperlo. Sono affari loro.

    I contorni delle indagini, almeno per il momento, sono piuttosto circoscritti. Si parla di cessione di droga (nessuna vendita, nessuno spaccio) e soprattutto di “contatto abbastanza occasionale”. “Non mi pare risulti altra pregressa attività di spaccio né risulti mai indicato da nessuno come ipotetico spacciatore”, si è affrettato a spiegare ieri all’agenzia Agi il procuratore della Repubblica di Verona Angela Barbaglio. Eppure il Domani, il quotidiano edito da Carlo De Benedetti, ha gettato in pasto ai lettori i contratti tra il Carroccio e la società di Morisi. Titolo: Così la Lega ha dato milioni a Morisi che ora è sotto indagine per droga. Sommario: “L’ideatore e capo della propaganda leghista è sotto inchiesta a Verona per cessione di sostanze stupefacenti. L’imprenditore è al centro di un giro di bonifici che dal partito sono finiti alla sua azienda e su conti personali”. Nell’articolo si parla di “sospetti” e viene nuovamente rispolverato il caso dei 49 milioni. Ma per queste operazioni nessuno è indagato né ci sono ipotesi di reato. Ma tant’è. Il Fatto Quotidiano, festeggiando per il rinvio a giudizio di Tiziano Renzi per il caso Consip, esulta così: La giustizia funziona: panico tra i due Matteo. Come a dire che il compito delle toghe è mettere in ginocchio la politica. Il solito giustizialismo di Marco Travaglio & Co.

    Stando a quanto sappiamo sinora e al netto di quello che potranno trovare gli inquirenti nelle prossime settimane, dalla vicenda trapela soltanto la vita privata di Morisi che, al di là del reato contestato, dovrebbe rimanere tale. “La vicenda personale che mi riguarda – ha detto lui stesso – rappresenta una grave caduta come uomo: chiedo innanzitutto scusa per la mia debolezza e i miei errori a Matteo Salvini e a tutta la comunità della Lega a cui ho dedicato gli ultimi anni del mio impegno lavorativo, a mio padre e ai miei famigliari, al mio amico di sempre Andrea Paganella a fianco del quale ho avviato la mia attività professionale, a tutte le persone che mi vogliono bene e a me stesso”. Scuse a cui Salvini ha subito replicato senza farsi problemi a lasciar trasparire i propri sentimenti: “Ti voglio bene, amico mio. Sempre”. Una risposta che mette così a tacere i giustizialisti grillini, che hanno usato Morisi per attaccare la Lega, ma non i giornali che in queste ore stanno calcaldo su particolari pruriginosi al solo fine di massacrare la “Bestia” e colpire il leader del Carroccio.


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