Gli ex 5S si fanno un partito. La spaccatura è servita

Nov 17, 2021

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    Alcuni ex parlamentari del MoVimento 5 Stelle, in sintesi coloro che avevano già aderito al gruppo parlamentare di Alternativa c’è più qualcun altro, stanno costituendo un partito. Per ora si tratta di diciotto esponenti tra deputati e senatori, ma non è detto che le maglie non possano allargarsi a nuove adesioni, considerate pure le voci di scissione che accompagnano da sempre l’azione dell’ex premier Giuseppe Conte. Molto – come IlGiornale.it racconta da tempo – dipenderà dalle scelte di Alessandro Di Battista, ma anche da quelle di Virginia Raggi.

    Per quanto Davide Casaleggio e Dibba, in realtà, potrebbero anche decidere di attendere la caduta di Conte, per tentare una scalata verso l’attuale MoVimento 5 Stelle. Intanto – come riportato da Repubblica – il tutto dovrebbe riguardare pure le insegne dell’Italia dei Valori, il partito che è stato di Antonio Di Pietro e che ha anticipato molte delle tematiche che sarebbero poi state cavalcate dai pentastellati.

    Di nomi di peso per la storia dei grillini ce ne sono: si va da Barbara Lezzi, che è stata ministro per il Sud con i gialloverdi e che in realtà non ha ancora aderito a L’Alternativa c’è, a Nicola Morra, che è il presidente della commissione Antimafia. Ma, tra le voci di corridoio, vengono riportati anche altri nomi: Pino Cabras ed Andrea Colletti come “punte” per la Camera dei deputati, mentre al Senato il centravanti della nuova formazione post grillina dovrebbe essere il senatore Mattia Crucioli. Siamo insomma alla spaccatura formale sotto il profilo partitico, dopo che le divisioni erano emerse, attorno al governo presieduto da Mario Draghi ma non solo, in Parlamento.

    Alessandro Di Battista, nel frattempo, ha detto la sua, facendo comprendere quale sia la sua possibile collocazione politica: “Non sono per nulla pentito del mio addio al M5s, sono sempre più lontano dalle sue scelte e dalla linea che adotta”, ha fatto presente ieri, mentre era ospite di Carta Bianca, su Rai3, così come ripercorso dalla Lapresse. E ancora: “M5S doveva tenere la sua linea del no a Renzi e si a Conte e così non avremmo Draghi a Palazzo Chigi, e sarebbe stato meglio un governo Conte-ter piuttosto che questo assembramento”. Il perimetro di Dibba continua ad essere l’opposizione al governo Draghi. Lo stesso che vuole occupare questo nuovo partito, che dovrebbe chiamarsi appunto “L’Alternativa”.

    L’ex presidente del Consiglio giallorosso e giallovedere Giuseppe Conte dovrà dunque affrontare una nuova problematica: la possibilità che altri parlamentari, che ora sono rimasti nel MoVimento 5 Stelle, guardino con favore a questa iniziativa che somiglia molto di più alle “piazze del vaffa” ed al grillismo delle origini. Anche l’ex ministro Vincenzo Spadafora, peraltro, ha parlato con tutta franchezza di un ulteriore rischio scissione.


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