Gli orfani di Stalin indignati da Mosca

Lug 30, 2022

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La colonnina di mercurio sale e segna temperature elettorali da punto di fusione. E a fondersi è, soprattutto, la ragionevolezza. Mancano ancora quasi due mesi alle elezioni e la stampa di sinistra ha già iniziato a raschiare il fondo del barile. Ieri, su Repubblica, i primi segnali di cortocircuito sono stati evidenti. Il giorno prima La Stampa (stesso gruppo editoriale) aveva pubblicato fantomatici report sui rapporti tra uomini della Lega e quelli del Cremlino, con conseguente ira della sinistra per le insopportabili ingerenze di Putin sulla politica italiana. Esplosa la prima cartuccia però, ne serviva subito un’altra da sparare contro il soldato Salvini, perché lui, si sa, è abituato ai colpi e non è mica facile buttarlo giù: i romanzi di appendice sulle liaison con Putin non bastano. Allora l’idea geniale del quotidiano diretto da Molinari: aggiungerci anche gli immigrati, da utilizzare come spauracchio contro il centrodestra. Una pennellata d’artista. Tenetevi ben saldi perché la sceneggiatura è da equilibrismo circense: i russi spingerebbero i barconi pieni di migranti dalla Cirenaica in Italia per mettere sotto pressione il Paese e quindi avvantaggiare elettoralmente il leader della Lega. Praticamente tutto il mondo ruota attorno a Salvini: secondo questa logica, molto poco logica, chissà che l’escherichia coli nell’Adriatico non sia una contromossa anti russa per mettere in difficoltà il salviniano Papeete. In questo racconto fantascientifico da ombrellone la sinistra cuoce nello stesso pentolone tutte le sue ossessioni: dal mito dei migranti (che strumentalizza con grande disinvoltura) al complottismo su Mosca.

Proprio loro, nipotini di un Pci che per decenni ha preso soldi dall’Unione Sovietica. Alla faccia delle ingerenze straniere E siamo solo alla fine di luglio. Tra agosto e settembre probabilmente inizieranno a captare segnali dallo spazio per dimostrare pericolose connessioni tra Salvini e i marziani. D’altronde c’erano già i fascisti, ci vuole un attimo a catapultarci pure i leghisti.


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