Governo: Letta e Conte blindano Draghi ma l’Ucraina divide la maggioranza

Mag 14, 2022

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    Malgrado l’appello all’unità del leader del Pd, che si sente sicuro che la maggioranza arriverà alla fine della legislatura, nella compagine di governo persistono i disaccordi sulle armi all’Ucrania.

    “”Non ho nessun dubbio, il Governo arriverà a fine legislatura”, ha detto il segretario del Pd Enrico Letta, parlando con i giornalisti al Forum “Verso Sud” a Sorrento. “Aggiungo che questo è l’ ultimo Governo della legislatura, dovesse cadere, si andrebbe al voto. Quindi, crisi di Governo ed elezioni non sono nei radar. Sono straconvinto che andremo alla fine della legislatura. Abbiamo “mesi davanti nei quali c’è bisogno di fare tanto”.

    Il governo deve durare fino a fine legislatura come dice Enrico Letta? “Sottoscrivo e prendo atto che sulle questioni concrete, Enrico Letta è stato chiaro: sì alla fiscalità di vantaggio” per il sud. Lo ha detto il presidente del M5s, Giuseppe Conte, intervenendo al Forum “Verso Sud”, in corso a Sorrento.

    Letta e Conte – dunque – assicurano l’appoggio a Draghi, che giovedì presenterà la sua informativa. Incognita ancora sulla mozione dei M5s.

    Alla prima occasione possibile nel calendario parlamentare, il M5s chiederà un voto che possa definire una chiara strategia dell’Italia non solo per quel che riguarda l’invio delle armi all’Ucraina ma anche per quel che riguarda la posizione da portare nei consessi internazionali, sulla guerra e sugli sforzi diplomatici per arrivare a un negoziato. È quanto spiegano fonti del Movimento, chiarendo che si sta ancora vagliando quale strumento dovrà essere utilizzato.

    Il regolamento parlamentare non prevede votazioni in occasione dell’informativa del premier Mario Draghi, giovedì alla Camera e al Senato. Il Movimento, che il 3 maggio aveva chiesto lo svolgimento “con urgenza” di comunicazioni del presidente del Consiglio, ha comunque accolto con favore la trasformazione del “premier-time” di giovedì in informativa sugli ulteriori sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina, procedura che quantomeno consente un dibattito in Aula e la possibilità di comprendere i vari posizionamenti delle forze politiche.

    Depositate le liste: il 12 giugno 978 Comuni italiani, fra i quali quattro capoluoghi di regione e 22 di province andranno al voto.


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