Grave lutto per Ignazio La Russa: morto il fratello Vincenzo

Nov 21, 2021

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    È scomparso all’età di 83 anni, Vincenzo La Russa, fratello del senatore di Fratelli d’Italia Ignazio e del politico Romano. Giornalista, saggista, oltre che politico e avvocato, fu lui a scrivere molte delle biografie di grandi politici come quelle di Amintore Fanfani nel 2006, del Il ministro Scelba nel 2002 e Da Mussolini e Fini nel 2009. Era nato a Paternò in Sicilia. Aveva intrapreso la carriera politica sulle orme del padre Antonino senatore del Msi. Iniziò come consigliere comunale e provinciale di Milano, dopo il trasferimento nella capitale lombarda insieme alla famiglia. Proprio a Milano studiò alla facoltà di Giurisprudenza dell”Università Cattolica del Sacro Cuore, conseguendo la laurea con una tesi di diritto costituzionale.

    Nel 1983 divenne senatore nella VIII Legislatura con la Democrazia Cristiana nel collegio di Rho e successivamente, dal 1983 al 1987, fu eletto deputato nella IX Legislatura, nel collegio di Milano-Pavia sempre sotto il simbolo dello scudocrociato. A seguito dello scioglimento della Dc aderì al Ccd, con cui venne rieletto al Senato nel collegio di Caltagirone-Paternò. Nel 1994 il Senato lo designa membro dell’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di Strasburgo, di cui diventa vicepresidente, e dell’assemblea parlamentare dell’Ueo, Unione Europea Occidentale, di Parigi. Rimase a Palazzo Madama fino al 1996.

    Un uomo lontano dai riflettori, rispetto ai fratelli Ignazio e Romano, considerato da molti come la Pecora Bianca della famiglia, (anche se grande amico di un socialista storico come Massimo Pini ndr) per la sua decisione di aderire alla DC, al contrario delle idee familiari nettamente di destra. Nella sua carriera di grande studioso ha avuto incarichi prestigiosi dalla presidenza del collegio sindacale di Innovazione Italia Spa, fino alla vice-presidente della Sai Agricola S.p.A. È stato anche presidente dell’Istituto Italo-Cinese, fondato da Vittorino Colombo, per poi cedere la carica a Cesare Romiti e quella onoraria a Giulio Andreotti.


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