Guai per il M5S: oltre il 50% degli italiani boccia il reddito di cittadinanza

Nov 13, 2021

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    I dubbi sul reddito di cittadinanza non provengono solamente dall’area del centrodestra e dei renziani, ma vengono riscontrati anche tra l’opinione pubblica. In tal senso il sondaggio Ipsos per il Corriere della Sera parla chiarissimo: oltre la metà degli italiani boccia la misura economica tanto cara e voluta dal Movimento 5 Stelle. A pesare agli occhi degli elettori non solo una serie di falle e anomalie, ma pure gli ultimi scandali di beneficiari che intascavano illecitamente il sussidio dallo Stato. Senza dimenticare i numeri scarsissimi relativi all’occupazione trovata dai percettori. Ecco perché è negativo il giudizio prevalente tra gli elettori del nostro Paese.

    Siluro sul reddito M5S

    Nello specifico è il 53% degli elettori a non vedere di buon occhio il reddito di cittadinanza: il 32% ha un giudizio molto negativo; il 21% abbastanza negativo. I pareri favorevoli si fermano al 32%, suddiviso equamente al 16% tra abbastanza positivo e molto positivo. Il restante 15% non sa o preferisce non esprimersi. Le posizioni più contrarie si registrano soprattutto nell’elettorato della Lega (82%), ma anche in quello di Forza Italia-Noi con l’Italia-Coraggio Italia (75%) e di Fratelli d’Italia (64%). Gli scetticismi riguardano anche casa Partito democratico (48%).

    Il tema del reddito di cittadinanza è stato ampiamente discusso in vista della manovra: il governo da una parte prevede un rifinanziamento, ma dall’altra vuole introdurre una serie di modifiche per inasprire i controlli e le sanzioni contro i furbetti. Su questo piano i pareri favorevoli (54%) hanno la meglio sui contrari (28%). I cambiamenti sul reddito grillino mettono in evidenza un miglioramento delle valutazioni per il 46% e un peggioramento per il 19%.

    Promossa quota 100

    Invece il discorso relativo a quota 100 è diametralmente opposto. Il 55% degli elettori sorride a questo sistema per l’accesso alla pensione (35% abbastanza positivo, 20% molto positivo), mentre il 26% lo boccia (14% abbastanza negativo, 12% molto negativo). Il 19% non sa o preferisce non esprimersi.

    Le valutazioni positive trovano una certa trasversalità tra Lega (72%), Movimento 5 Stelle (67%) e Fratelli d’Italia (65%). I mugugni più forti riguardano l’elettorato di Partito democratico (39%), Forza Italia-Noi con l’Italia-Coraggio Italia (37%), ma soprattutto quello delle altre liste di centrosinistra (61%).

    La manovra che il governo si appresta a varare prevede il superamento di quota 100, con un passaggio a quota 102 nel prossimo anno. Il tutto accompagnato da una proroga di Ape sociale e Opzione donna. Gli elettori italiani però non gradiscono l’addio a quota 100: il 44% esprime un giudizio negativo sulle decisioni del governo, mentre quelli favorevoli si attestano al 33%. La contrarietà principale si riscontra tra leghisti (64%) e meloniani (53%); invece il consenso favorevole prevale tra gli elettori delle liste minori del centrosinistra (59%) e del Partito democratico (48%). Spaccato il bacino dei 5 Stelle: il 45% è a favore, il 41% contro.


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