Guardia di Finanza di Rimini. Imposte evase, sequestro preventivo di 1 milione di euro

Feb 16, 2018

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    Riceviamo e pubblichiamo

    Al termine di mirate attività di polizia economico-finanziaria, – orientate sulla base di un’analisi effettuata incrociando dati e notizie raccolti sul campo e informazioni contenute nelle banche dati in uso ai Reparti del Corpo -, i militari del Comando Provinciale di Rimini hanno dato esecuzione nei giorni scorsi ad un provvedimento di sequestro preventivo di beni per un valore stimato di oltre un milione di euro, emesso dal GIP presso il Tribunale di Rimini, nei confronti di quattro soggetti, ritenuti responsabili di più azioni fraudolente finalizzate a sottrarre il proprio patrimonio al pagamento delle imposte dovute per via di un atto di accertamento emesso dall’Agenzia delle entrate, scaturito dai risultati di una verifica fiscale posta in essere dalla Guardia di finanza di Ancona.

    Gli accertamenti esperiti nel 2017, sotto il diretto coordinamento del Comando Provinciale di Rimini, dai finanzieri del locale Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, si sono concretizzati, in una prima fase, nella esecuzione di un’attività di verifica fiscale nell’aprile dello scorso anno, nei confronti di una società del settore logistico, con sede a San Giovanni in Marignano (RN).

    L’intervento ispettivo consentiva di appurare elementi ritenuti idonei a ipotizzare che la predetta società era stata costituita con la finalità, da parte del principale indagato, residente a Rimini, in concorso con altre tre persone, di “drenare” fraudolentemente beni strumentali e risorse finanziarie provenienti da una società per azioni, con sede ad Ancona, che appunto, dopo una verifica fiscale, avrebbe dovuto versare al Fisco oltre 7 milioni di euro di imposte evase.

    Le indagini svolte hanno, infatti, condotto ad individuare operazioni economiche e finanziarie come operate per “svuotare” la società marchigiana di ogni elemento attivo, utile al soddisfacimento delle cospicue pretese tributarie, trasferendolo proprio in favore della nuova società romagnola, sempre riconducibile alla stessa proprietà.

    Pertanto, i militari, dopo aver ricostruito tutte le operazioni connotate dal sospetto della frode alla legge, hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Rimini, tale C.D., riminese di 45 anni, unitamente alla moglie e altre due persone, per la violazione prevista dall’art. 11 del D. Lgs. 74/2000 (sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte), proponendo al PM che ha coordinato le indagini, il Sostituto Procuratore Dott. Paolo Gengarelli, di valutare la formulazione della richiesta del sequestro preventivo per equivalente.

    Il Magistrato, in presenza di tale ipotesi di reato tributario, condividendo le ricostruzioni investigative svolte dai finanzieri del Comando Provinciale di Rimini, avanzava al GIP del Tribunale di Rimini richiesta di sequestro preventivo “per equivalente” su disponibilità finanziarie e beni per il valore delle illecite operazioni di “svuotamento” patrimoniale poste in essere dagli indagati.

    Il GIP presso il Tribunale di Rimini, Dott. Vinicio Cantarini, ritenendo sussistere i presupposti che avevano portato ad avanzare la richiesta, ha emesso il provvedimento di sequestro preventivo per equivalente che è stato operato nei giorni scorsi dai Finanzieri riminesi, apponendo il vincolo giudiziario su saldi attivi di conti corrente, titoli azionari ed un appartamento sito nel comune di Bellaria – Igea marina, per un valore complessivo stimato pari ad oltre un milione di euro.

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