• Hathaway femme fatale da thriller in Eileen

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    “Certe famiglie sono così malate e rovinate che l’unico modo per uscirne è che qualcuno muoia”. Parola di Rebecca Saint John, bionda psicologa, misteriosa e affascinante, naturale femme fatale interpretata da Anne Hathaway in Eileen, thriller psicologico/dramma famigliare di William Oldroyd (Lady Macbeth) che debutta al Sundance Film Festival. Una storia, nella Boston di primi anni ’60, tratta dall’omonimo romanzo di Ottessa Moshfegh (anche cosceneggatrice), centrata sull’amicizia pericolosa a base di seduzione reciproca, tra Rebecca e la protagonista, Eileen (una strepitosa Thomasin McKenzie) apparentemente pacata, dimessa, inibita e molto cattolica 20enne, impiegata nel riformatorio locale. La ragazza è schiacciata da una routine solitaria e il doversi prendere cura di un padre alcolizzato, instabile e crudele (Shea Whigham: un compito che si è assunta alla morte della madre, rinunciando agli studi. “Volevo lavorare con Will da quando ho visto Lady Macbeth – spiega Anne Hathaway nella Q&A al Sundance -. Trovavo fosse un lavoro straordinario, che raccontava, come questo film, il conflitto e la complessità femminile. Will è un regista di cui ti puoi fidare nel mettere in scena storie complicate, soprattutto se riguardano le donne e questo per me è molto importante. Mi ricordo che al mio debutto da attrice a 16 anni, nel mio primo press tour, un giornalista come prima domanda mi chiese se fossi “una brava bambina o una bambina cattiva – racconta -. Ora guardando a me 16 enne risponderei con questo film”. Nel thriller, Rebecca (per cui anche nel look Anne Hathaway sembra rendere omaggio a dive anni ’50 come Lana Turner e Marilyn Monroe) porta scompiglio su ogni livello nella vita di Eileen, quando arriva come consulente nell’orfanotrofio dove la ragazza lavora. La libertà nel modo di vivere e di esprimersi della psicologa conquistano subito Eileen. Tanto che Rebecca la coinvolge in un risvolto dark legato a un caso di cui si occupa al riformatorio: quello di un adolescente che apparentemente senza motivo ha massacrato il padre poliziotto. Una storia dietro la quale si nascondono violenza e abuso, che porta Eileen a esprimere la parte più nascosta di se’. “E’ eccitante essere in un film di cui ti sei innamorata – aggiunge Anne Hathaway a Variety Studio -. Sei sei una fan del cinema è eccitante quando ti trovi di fronte a del materiale, che ti parla e con cui senti un grande legame…in questo caso poi ne sono anche un po’ ossessionata”. Ora “sono interessata soprattutto a film che uniscono bellezza e caos e in questo ritrovo entrambi”. Per il regista è difficile “riassumere il film, è aperto a varie interpretazioni da parte del pubblico. Quello che mi ha attratto è che una storia d’amore molto dark”. E’ “un film sfuggente – aggiunge Thomasin McKenzie – ognuno può trarne qualcosa di diverso a seconda della prospettiva, perché ha dentro tanti temi”.


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