• “Ho cambiato idea”. La giravolta di Bonaccini sul finanziamento ai partiti

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    La corsa di Stefano Bonaccini alla segreteria del Partito democratico si tinge anche di una clamorosa retromarcia rispetto a quanto affermato in passato. E non si tratta di una giravolta su una tematica di poca rilevanza: la piroetta è arrivata in merito al finanziamento pubblico ai partiti, un tema identitario che in passato ha spaccato le principali formazioni politiche d’Italia. Ora il governatore dell’Emilia-Romagna, per sua stessa ammissione, ci ha ripensato e ha fatto un dietrofront non indifferente.

    Bonaccini, intervenuto questa sera a Pisa in occasione della sua campagna congressuale nel corso di un incontro con i suoi sostenitori, si è espresso in maniera netta sull’argomento in questione: “Ero contro il finanziamento pubblico ai partiti, ma ora sto cambiando idea perché la politica non la deve fare solo chi se lo può permettere“. Ecco perché il candidato alla segreteria nazionale del Pd si è appellato alla discussione interna: “Quindi su questa tema dico di aprire un dibattito e confrontarci senza timori“.

    Già da tempo l’aspirante leader del Partito democratico aveva invitato a una riflessione sul punto, senza dunque chiudere le porte a un ripensamento di merito sullo strumento del finanziamento pubblico ai partiti. In un colloquio con Il Riformista aveva fatto notare che alla decisione dell’abolizione in passato si arrivò “per una degenerazione per la quale spesso quelle risorse non finivano allo scopo per cui nascevano“. Da qui la disponibilità confermata per ridiscuterne: “Serve il coinvolgimento di tutte le forze politiche per capire, con la forza della massima trasparenza della rendicontazione necessaria, se non sia arrivato il momento di rivedere quella decisione“.

    Anche in un’intervista rilasciata a Il Fatto Quotidiano aveva sostenuto la necessità di aprire una discussione sul finanziamento pubblico ai partiti: il governatore dem ritiene che aumentare i fondi, “ovviamente tracciabili e controllati“, possa rappresentare una via “per non indurre in brutte tentazioni chi ha poche risorse per fare politica“.

    Dal Partito democratico ci si aspettava un’azione di rilancio sui temi davvero vicini agli elettori, invece tra le priorità tracciate da Bonaccini c’è quella del finanziamento pubblico ai partiti. Un punto sicuramente importante, ma che non fa breccia. Già la discussione animata sulle modalità di voto delle primarie è stata lunare; ora si rischia di allontanare ulteriormente la base dem se il candidato favorito alla segreteria continua a sollevare temi di questo genere. D’altronde la consultazione si terrà il 26 febbraio, pochi giorni dopo le elezioni regionali nel Lazio e in Lombardia da cui il Pd potrebbe uscire con le ossa rotte.


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