“Ho chiamato Mattarella, a Palermo furto di democrazia”. Salvini torna sul caos elettorale

Giu 13, 2022

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    Il caos elettorale di Palermo è destinato a lasciare pesanti strascichi anche nelle prossime settimane. L’assenza dei presidenti di seggio e degli scrutinatori ha causato gravi problemi nelle operazioni di voto, negando il diritto a molti palermitani di esprimere le loro preferenze. Il coro di sdegno della politica è stato pressoché unanime davanti a uno scempio tale, mai verificatosi in temi recenti. Alcuni seggi non hanno potuto aprire che per l’ora di pranzo, perdendo oltre 5 ore di voto. E Matteo Salvini, oggi, ha rivelato che in quelle ore convulse ha chiesto l’intervento del presidente della Repubblica, che per altro è un elettore palermitano e ha votato nella sua città di residenza.

    A mezzogiorno con 38 seggi ancora chiusi a Palermo mi sono permesso di chiamare il Quirinale perché mi sembrava una situazione di furto di democrazia da quarto mondo. Spero venga a galla cosa è successo“, ha dichiarato Matteo Salvini, che già ieri aveva annunciato la sua intenzione di chiedere l’intervento del Colle. Molte le accuse piovute sulViminale per un’organizzazione che è apparsa quanto meno lacunosa e che ha causato un buco enorme nelle operazioni di voto: “Dal Viminale ho visto che il ministro Lamorgese è intervenuta tempestivamente alcune ore dopo. Che abbia dovuto disturbare Mattarella perché è stato rubato il voto a migliaia di persone …neanche dall’altra parte del mondo. In un Paese normale se ne parlerebbe“. Il presidente della Repubblica e il leader della Lega si sono successivamente sentiti telefonicamente, come ha spiegato Matteo Salvini, ma quanto accaduto a Palermo non ha precedenti nella storia recente della democrazia del nostro Paese.

    Il leader della Lega ha fatto notare che “50 seggi che non aprono per ore e ore vuol dire che qualcosa non funziona“. Matteo Salvini non utilizza giri di parole e parla di “furto di democrazia” nei confronti di chi ieri era impegnato alle urne. Intanto le segnalazioni sono arrivate in Procura, che ora sta valutando il da farsi: i reati che potrebbero prospettarsi vanno dall’interruzione di pubblico servizio al rifiuto di atti d’ufficio. A far esplodere il caos è stato il forfait di quasi un terzo dei presidenti designati nei 600 seggi per le amministrative, in concomitanza con l’attesa partita casalinga del Palermo con il Padova per la promozione in B che ha registrato il “tutto esaurito”. Inoltre, in molte sezioni le schede elettorali sono state consegnate con 3-4 ore di ritardo mandando in tilt le operazioni preliminari.


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