Houellebecq, lo scrittore? Primo lettore di se stesso

Giu 18, 2022

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    (ANSA) – PALERMO, 18 GIU – “Lo scrittore? E’ il primo lettore
    di se stesso”. Parola di Michel Houellebecq, saggista, poeta,
    regista e sceneggiatore, protagonista assoluto di una
    conversazione letteraria in piazza a Taormina. L’autore, uno dei
    più rilevanti della letteratura francese contemporanea, ha preso
    parte all’incontro “Verità inquiete, la narrativa del futuro”,
    nell’ambito di “Taobuk, il festival del libro che si sta
    svolgendo in questi giorni a Taormina. A dialogare con lo
    scrittore Marina Valensise, consigliere delegato dell’Istituto
    Nazionale del dramma antico, già direttore dell’istituto
    italiano di cultura a Parigi. Spunto per affrontare vari
    argomenti è stata l’ultima fatica letteraria di Houellebecq, “Annientare”, dove si raccontano le vicende di un politico di
    lungo corso, ministro dell’Economia, uno degli uomini più
    potenti della scena politica francese che si avvia alle prossime
    elezioni presidenziali.
        “Houellebecq riesce a leggere la letteratura come
    radiografia del mondo in cui viviamo – ha detto la Velensise –
    descrive i tipi umani che conosciamo e frequentiamo nella vita
    di tutti giorni. La novità di questo romanzo è che questa volta
    si narra di una cellula familiare assieme alla sua rete di
    relazioni”. Houellebecq ha risposto alle numerose domande che
    gli sono state poste in un intenso “faccia a faccia” durante il
    quale sono stati citati anche Honoré de Balzac e Marcel Proust.
        “La cosa più importante – ha detto lo scrittore – è riuscire
    a far vivere il personaggio dentro il libro. Una sorta di
    autonomia. Quando scrivo un libro non so mai la sua fine e si
    cerca, comunque, di fare amare o detestare una figura”. Non è
    mancato, infine, neanche uno sguardo al mondo attuale. “La crisi
    della democrazia è un argomento che ho affrontato – ha detto –
    mi ha colpito, ad esempio, il movimento dei ‘gilet gialli’. Una
    prova dell’esistenza reale di questa crisi”. Poi si è parlato
    anche del perché uno scrittore si accinge ad ideare un romanzo.
        “Difficile è capire ciò che cambia e che non è cambiato – ha
    osservato – e chi scrive qualche volta arriva in ritardo. Sono,
    comunque, le novità che danno la motivazione a scrivere. Non so,
    al momento, se ci sarà un altro mio romanzo”. (ANSA).
       


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