I centristi: il Cavaliere è la nostra prima scelta

Gen 13, 2022

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    Pronti a votare Silvio Berlusconi, ma senza schiantarsi sui numeri. Alla fine la tentazione di rompere il fronte della coalizione e proporre il nome di Mario Draghi per il Quirinale, circolata e dibattuta per alcuni giorni, non trova sponde nel gruppo. L’assemblea di Coraggio Italia – la formazione creata da Giovanni Toti, Luigi Brugnaro, Marco Marin e Gaetano Quagliariello – non rinnega l’appartenenza al centrodestra e l’impegno preso nel vertice di Villa Grande prima delle feste. Ma semina sul terreno alcuni distinguo.

    Coraggio Italia è pronto a sostenere la candidatura di Silvio Berlusconi al Colle «se ha possibilità» dice Giovanni Toti nella riunione. «Altrimenti capiremo chi votare ma a larga maggioranza». Concetti che si ritrovano anche nel documento unitario che conferma che «si dovrà partire da una proposta dei partiti e dei gruppi del centrodestra del quale siamo parte integrante» ma bisognerà «lavorare per trovare una convergenza più ampia possibile tra le forze politiche in Parlamento». In mattinata, prima della riunione i vertici del neo partito centrista avevano incontrato Matteo Salvini, in serata invece Brugnaro si è confrontato con Luigi Di Maio.

    Le grandi manovre, insomma, sono iniziate. E Coraggio Italia – che ieri ha accolto Lucia Scanu, eletta con il M5s – rilancia un patto federativo con tutte le forze di centro. Un patto di ampio respiro, che parta dal Colle e si allarghi alla riforma elettorale, e possa assicurare continuità al progetto politico di Ci per costruire quella federazione sulla quale si sta ragionando da tempo insieme a Matteo Renzi. Un terzo polo che vada oltre il perimetro del centrodestra, da Italia viva a Sandra Lonardo, moglie di Clemente Mastella, e possa attrarre anche eventuali forzisti scontenti. Questo progetto, naturalmente, non può non guardare con interesse anche alla federazione nata ieri tra Azione e +Europa. I leader dei due partiti, Carlo Calenda e Benedetto Della Vedova, hanno presentato ieri l’alleanza politica insieme con Emma Bonino. L’obiettivo dell’accordo è, anche in questo caso, quello di creare un nuovo polo di centro che possa rappresentare «la quinta forza politica» dopo Partito democratico, Lega, Fratelli d’Italia e Movimento 5 stelle. Azione e +Europa hanno già costituito rappresentanze comuni alla Camera e al Senato. D’ora in poi avranno gruppi unici in tutte le amministrazioni locali e saranno uniti anche a livello europeo nell’Alde, il gruppo dei liberaldemocratici, a cui il partito di Calenda sta per aderire. Per l’eurodeputato ex Pd la nuova «grande forza liberaldemocratica si avvicina al 6% e possiamo ambire a superare il 10%». Un progetto ambizioso che dovrà fare i conti con personalismi e antichi rancori e con la prospettiva di una convivenza tra aspiranti leader semplice soltanto sulla carta.


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