• I due pesi del Csm: Ferri stangato, Creazzo no

    Condividi l'articolo

    Mano pesante contro Cosimo Ferri, colpevole di avere aiutato un giudice resipiscente a fare emergere la verità. Mano leggera con il magistrato Giuseppe Creazzo, che quando si trovò in ascensore con una bella collega si lanciò in avances imbarazzanti. Sono le due decisioni che il Consiglio superiore della magistratura ha preso ieri a conclusione dei procedimenti disciplinari contro i due magistrati: Creazzo, che dopo avere diretto per otto anni la Procura di Firenze, è ora pm minorile a Messina; e Ferri, che dopo una esperienza di deputato con Italia Viva ora è in aspettativa in quanto consigliere comunale a Carrara.

    Il caso Creazzo aveva fatto scalpore in quanto unico esempio del filone #Metoo all’interno della magistratura: la collega siciliana Alessia Sinatra raccontò a Luca Palamara che Creazzo («porco, essere immondo») a margine di un convegno di toghe le aveva allungato le mani addosso. Il Csm le ha creduto, altrimenti avrebbe prosciolto Creazzo, ma ha ritenuto che il suo comportamento fosse una marachella, una manchevolezza perdonabile: e gli ha inflitto una delle sanzioni più blande possibili, la perdita di due mesi di anzianità.

    Peggio è andata a Ferri, cui veniva addebitata una colpa che – agli occhi del Csm – deve essere parsa ben più grave: avere accompagnato a casa di Silvio Berlusconi il giudice Amedeo Franco, componente della sezione della Cassazione che aveva condannato il Cavaliere per la vicenda dei diritti tv. A Berlusconi, Franco raccontò che la sentenza era come già scritta, di non averla condivisa e di averla firmata solo per spirito di servizio. L’audio di quell’incontro è ora nel fascicol odella Corte europera dei diritti dell’Uomo che deve decidere sulla regolarità del processo al leader di Forza Italia. Ma per avere accompagnato il collega Franco (che aveva incontrato casualmente per strada) a confidarsi con il suo ex imputato, Ferri è stato accusato di avere tenuto un «comportamento gravemente scorretto, in violazione dei doveri di imparzialità e correttezza» nei confronti dei giudici della Cassazione che condannarono Berlusconi: quei giudici che Franco, che li conosceva bene facendone parte lui stesso, aveva definito nel suo colloquio «un plotone di esecuzione». Pena per Ferri: due anni di perdita di anzianità. Più del decuplo di Creazzo.


    Fonte originale: Leggi ora la fonte