• I grillini sbagliano anche a votare: sì “per errore” al rigassificatore

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    Il Movimento 5 Stelle non ne fa una giusta. E quando la fa, per sbaglio, corregge l’errore. I deputati grillini ieri in Aula hanno votato a favore dell’ordine del giorno che impegna il governo ad accelerare il più possibile nella realizzazione del rigassificatore di Piombino.

    Una scelta sorprendente, visto che contraddice in pieno la posizione sostenuta ripetutamente e con forza dal presidente del M5s Giuseppe Conte. I grillini, però, non sono improvvisamente rimasti folgorati sulla Via di Damasco. Anzi. Hanno in fretta e furia riconosciuto l’errore e sono corsi ai ripari.

    Il rigassificatore lì è una scelta sbagliata perché Piombino è una città che da decenni attende un piano di bonifica e che vive una profonda crisi industriale. Nonostante l’Odg sia soltanto un mero atto di indirizzo che non ha ricadute né sull’accelerazione del rigassificatore né quindi sulla città di Piombino, sarà presentato, nel passaggio definitivo al Senato del Dl Aiuti bis, un ordine del giorno in senso contrario: no a scelte calate dall’alto su Piombino“, così specifica il gruppo parlamentare M5S Camera.

    In effetti, un ordine del giorno è un atto non vincolante, seppur di indirizzo per l’attività di governo. Mario Draghi, difatti, sostiene che sia “essenziale” la sua realizzazione in tempi certi: “È una questione di sicurezza nazionale“, ha detto in conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri. Un altro dei nodi che, evidentemente, sono stati cruciali per la caduta del suo governo.

    I grillini, da sempre il “Movimento del No”, continuano a ostruire la costruzione di opere importanti anche in un momento delicato come quello attuale, in cui la carenza di gas in Europa causata dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni contro la Russia, rende indispensabile per l’Italia l’elaborazione di piani alternativi, come quello di importare gas in forma liquida (GNL) che senza i rigassificatori non potrà essere messo in circolazione nella rete.

    Il Movimento 5 Stelle, bisogna ricordarlo, era storicamente contrario anche alla realizzazione del Tap, la pipeline che dai giacimenti del Mar Caspio porta il gas all’Europa passando per Turchia, Grecia, Albania e Mar Adriatico fino ad arrivare a Melendugno, in provincia di Lecce. Una volta al governo, nelle sue varie forme e colorazioni, il M5s a “trazione Di Maio” aveva tuttavia nascosto sotto il tappeto la polvere scatenata dalle sue furenti proteste no-Tap che anzi, a distanza di pochi anni, sia Di Maio che il suo sottosegretario agli Esteri Manlio Di Stefano hanno rivalutato e addirittura “benedetto” per provare a diminuire la dipendenza energetica dell’Italia dalla Russia, auspicandone l’aumento della portata da 10 a 20 milioni di metri cubi di gas.

    Ora che il Movimento di Conte è tornato ai tempi del populismo, i grillini hanno fatto talmente tante giravolte da essere tornati al punto di partenza.


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