“I picchi potrebbero ripetersi”. E l’Ue vara il piano sul tetto al prezzo del gas

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Arriva, dopo mesi di discussione, la proposta comunitaria sul tanto richiesto tetto al gas, ovvero la soglia massima a cui possono avvenire le contrattazioni sull’oro blu nel contesto del mercato comunitario. La Commissione europea ha infatti proposto un price cap al gas che viene scambiato sui prezzi ancorati al mercato Ttf di Amesterdam e indicato la soglia massima in 275 euro per megawattora.

Lo ha annunciato la commissaria europea all’Energia, Kadri Simson, aggiungendo che Bruxelles intende proporre una condizione chiara per l’attivazione del meccanismo di tetto al prezzo: in primo luogo, bisognerà che il gas superi i 275 euro a megawattora per due settimane e in secondo luogo la differenza tra il Ttf e il Gnl a livello globale misurato sui mercati spot dovrà essere oltre i 58 euro per dieci giorni di scambio.

Sappiamo che l’Ue paga prezzi molto elevati per il gas” e nonostante i prezzi siano scesi “restiamo esposti a delle dinamiche speculative” sui costi dell’energia, ha dichiarato la politica estone ed ex ministro dell’Economia del governo di Tallin. “Il nostro non è un intervento regolativo per fissare il prezzo del gas ma un meccanismo di ultima istanza che scatta” a certe condizioni, ha aggiunto.

I prezzi che si regoleranno saranno quelli dei contratti a pronta consegna in scadenza entro un mese, dunque i derivati che con maggior probabilità hanno la capacità di trasformarsi in consegne effettive di gas come sottostante e di depotenziare l’effetto della speculazione o dei rincari “umorali” dettati da choc nelle forniture, carenze produttive, picchi di domanda.

Due le questioni che la Commissione ha voluto mediare. Da un lato essa si è premurata che l’attivazione del tetto avvenga soltanto quando i prezzi Ttf del gas non riflettono più i fondamentali del mercato e dall’altro ha chiesto di introdurre i fondamentali del differenziale col Gnl per garantire che i mercati del gas naturale liquefatto continuino a funzionare e i Paesi membri siano in grado di continuare ad attrarre Gnl in questo momento difficile per l’Ue.

La nostra attuale proposta è equilibrata e ci aiuta ad evitare una situazione in cui i prezzi aumentino a livelli eccessivi“, ha aggiunto la Simson. La proposta lascia maglie molto più alte alle dinamiche del Ttf rispetto alla proposta estiva di Mario Draghi che proponeva un tetto tra gli 80 e i 100 euro al MWh o il modello iberico che vincolava gli Stati a coprire gli extra-costi dei produttori sopra una data soglia.

I prezzi europei del gas al Ttf, dopo la fine del picco di domanda estevia, sono scesi sotto i 275 euro al MWh per non superarli più il 31 agosto scorso. I futures olandesi sul gas naturale in consegna a un mese si sono leggermente rincarati da inizio novembre e sono aumentati di oltre il 2,5% a 119 euro per MWh nella giornata di martedì 22 novembre. Pur rimanendo quattro volte al di sopra della media degli ultimi cinque anni a causa del persistere dei problemi di approvvigionamento sono a circa un terzo dal massimo raggiunto il 26 agosto scorso a 342 euro. La soglia dell’Ue consente dunque un grande margine di oscillazione ai prezzi: qualora dovessero arrivare ai 275 euro che l’Ue vuole consentire come massimale sarebbero comunque oltre nove volte la media del quadriennio passato. In una situazione, dunque, di anormalità. Ed è su questi dati che tra due giorni i ministri dell’Energia dell’Ue dovranno dibattere la proposta avanzata dalla Commissione Ue.


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