I russi lasciano Kherson, ma continuano gli attacchi

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L’Ucraina afferma di aver riconquistato da ieri 12 villaggi a Kherson. La notizia arriva dopo l’inizio della ritirata russa dalla regione meridionale, obiettivo di una controffensiva delle forze di Kiev. Le truppe di Mosca si sono riposizionate sulla sponda orientale del fiume Dnepr, al riparo dalle incursioni ostili.

L’esercito è riuscito “a respingere i russi e liberare intere quote del territorio ucraino. Una possibilità aperta grazie al coraggio degli ucraini, noi abbiamo fornito un sostegno senza precedenti all’Ucraina, anche grazie all’Italia: questo sostegno sta facendo la differenza”, ha commentato il segretario Generale della Nato, Jens Stoltenberg, nella dichiarazione al termine dell’incontro a a Palazzo Chigi con la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Intanto il Cremlino, dopo l’apertura di ieri, ha ribadito, tramite la portavoce del ministero degli Esteri di Mosca, Maria Zakharova, la sua disponibilità a “discutere con l’Ue di soluzioni per la crisi, ma qualsiasi proposta – ha specificato – dovrebbe tenere conto della situazione sul campo e avere un valore aggiunto per Mosca“.

Nei territori contesi però le forze russe stanno subendo l’avanzata di Kiev. Kherson era l‘unico capoluogo conquistato dal Cremlino da fine febbraio.  La fine della sua occupazione è “il risultato è frutto delle nostre azioni attive – ha dichiarato il vice capo della direzione operativa principale delle forze armate dell’Ucraina, Alexei Gromov, nel briefing riportato da Ukrainska Pravda -. Direttamente nella direzione di Kherson, le forze di difesa ucraine hanno distrutto le rotte logistiche e il sistema di rifornimento del nemico, violando il suo sistema di comando e controllo. Pertanto, non hanno lasciato al nemico altra scelta che ricorrere alla fuga. 

Rimane però alta l’allerta nella regione. Nonostante l’annuncio da parte del ministro della Difesa di Mosca, Serghei Shoigu, il ritiro non “è confermato”. Secondo lo Stato maggiore ucraino, le truppe del Cremlino hanno interrotto l‘evacuazione dei civili da Kherson, “per mancanza di volontari. Le autorità cittadine infatti “hanno smesso di pagare i salari e offrire prestazioni sociali”, spiegano i media di Kiev. L’esercito in retrocessione intanto sta trasformando il capolupogo dell’ucraina meridionale in una “città di morte” – avverte in un tweet il consigliere del presidente ucraino Mykhailo Podolyak – Dagli appartamenti alle fogne. L’artiglieria sulla riva sinistra” del fiume Dnipro “intende trasformare la città in macerie. Sono arrivati, hanno derubato, hanno festeggiato, hanno ucciso i testimoni, hanno lasciato rovine e se ne sono andati”.

Nel resto dell’Ucraina si continua a combattere. In mattinata l’esercito russo ha lanciato missili sulla regione di Zaporizhzhia, danneggiando 35 infrastrutture e 11 villaggi, dei 16 attaccati. L’area è stata attaccata per 71 volte, ha riferito il vice capo dell’ufficio presidenziale Kyrylo Tymoshenko. Secondo gli analisti militari la Russia potrebbe cercare di far saltare in aria la diga di Kakhovka per coprire il suo ritiro e “impedire alle forze ucraine di inseguire le forze russe in profondità nell’oblast di Kherson”. Qualsiasi tentativo di far saltare in aria la diga della centrale idroelettrica di Kakhovka, inondando il territorio ucraino e prosciugando la centrale nucleare di Zaporizhzhia, significherà che Mosca sta “dichiarando guerra al mondo intero”, ha affermato il presidente Volodymyr Zelensky, come riporta il Kyiv Independent.  Inoltre, per il portavoce del Comando dell’Aeronautica ucraina Yuriy Ihnat, Mosta sta accumulando missili per un attacco massiccio all’Ucraina. “Il nemico non ha abbandonato l’intenzione di distruggere le nostre infrastrutture critiche – ha affermato – i generali della Federazione si sono resi conto che i risultati di attacchi sporadici con missili o droni “non sono sufficienti”. Gli impianti russi ora lavorano su tre turni per rifornire le scorte di missili da crociera, ha osservato Ihnat.

Gli ucraini si preparano quindi a nuovi attacchi. Nella regione di Kiev si stanno costruendo un sistema di difesa a più livelli e rafforzato, ha reso noto su Telegram Oleksiy Kuleba, capo dell’amministrazione militare regionale della capitale. “Oggi abbiamo verificato la prontezza dell’equipaggiamento delle posizioni. Ogni giorno lavoriamo per migliorare e ampliare le linee di difesa, compresa la capitale”. Il messaggio è stato accompagnato dalla foto dei cosiddetti cavalli di Frisia (ostacoli difensivi coperti con lunghi chiodi in ferro ed eventualmente filo spinato) collocati davanti a un edificio sensibile nella capitale.

Nella giornata di ieri intanto, le truppe di Kiev, in alcune aree, sono avanzate fino a 2 chilometri in direzione di Lugansk, affermano fonti ucraine. Un video pubblicato su Telegram dal 131mo battaglione di ricognizione dell’Ucraina confermerebbe poi, per la prima volta ufficialmente, che la località di Snihurivka, nella regione meridionale di Mykolaiv, è stata liberata dalle truppe russe. Secondo lo Stato Maggiore ucraino, nelle ultime 24 le truppe russe hanno subito gravi perdite, in particolare nelle aree orientali di Lyman e Avdiiv: 740 militari della Federazione hanno perso la vita durante i combattimenti. Dal 24 febbraio al 10 novembre la Russia, afferma Kiev, ha perso 78.690 soldati, come riportano i media ucraini.

Una stima al ribasso per lo Stato maggiore americano. Per il generale Mark Milley sarebbero più di 100 mila i soldati russi uccisi o feriti dall’inizio dell’invasione. Le perdite però potrebbero essere simili dalla parte ucraina. Tali cifre sono le più precise fornite fino ad oggi da Washington. L’alto funzionario militare americano ha detto anche di sperare che i colloqui possano mettere fine alla guerra, poiché secondo lui la vittoria militare potrebbe non essere possibile né per la Russia né per l’Ucraina. Proprio per tale ragione, gli Usa non forniranno all’Ucraina droni avanzati Grey Eagle MQ-1C, che potrebbero mirare a posizioni all’interno del territorio di Mosca. L’intenzione, riporta il Wall Street Journal, è quella di evitare un’escalation con la Russia. Dello stesso avviso anche il presidente turco Recep Tayyip Erdogan: “La decisione della Russia riguardo a Kherson è un passo molto positivo. I nostri sforzi per la mediazione vanno avanti ma non possiamo dare una data specifica riguardo a quando potrebbe iniziare un negoziato” tra Mosca e Kiev, ha detto, durante una conferenza ad Ankara trasmessa da Trt.

Intanto Mosca conferma che il presidente russo Vladimir Putin non parteciperà al vertice dei leader del G20 in Indonesia la prossima settimana. Il meeting avrebbe messo il presidente nella stessa stanza del presidente americano Joe Biden per la prima volta dall’invasione russa dell’Ucraina a febbraio. Biden aveva definito Putin un “criminale di guerra”, escludendo di incontrarlo a Bali se fosse andato, a meno che la conversazione non riguardasse il rilascio degli americani detenuti in Russia.


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