• I sindaci: ‘Nessuno ci aveva avvisato, l’allerta era gialla’

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    “Non avevamo ricevuto nessuna avvertimento particolare, soltanto una allerta gialla della Protezione civile per vento e pioggia. Niente che potesse far presagire un disastro del genere. Tutto è accaduto nell’arco di un’ora. Ora il cielo è sereno. Nel mio comune non risultano dispersi”. Lo ha detto Maurizio Greci, sindaco di Sassoferrato, comune in provincia di Ancona, a Radio Capital. 

    “L’allerta meteo era gialla per le zone appenniniche e del Pesarese e del Fabrianese, una allerta nomale ma la portata non era assolutamente prevista. Non è stata tanta l’acqua caduta sul nostro territorio ma quello che il torrente Meola ha portato giù dal monte. Il problema sono terra e fango venuti giù dall’Appennino”. Lo ha detto Carlo Manfredi, sindaco di Castellone di Suasa, centro in provincia di Ancona, in collegamento con Rai News 24. “Il problema sono i corsi d’acqua, al momento non abbiamo possibilità di attraversamento della vallata, non abbiamo modo di raggiungere Barbara”, ha aggiunto.

    E’ stato il caldo eccezionale dell’estate 2022 a innescare il violento nubifragio avvenuto sulle Marche. Lo indica Bernardo Gozzini, direttore del consorzio Lamma, che riunisce Regione Toscana e Cnr. “Il nubifragio nelle Marche è avvenuto dopo un’estate particolarmente calda, durante la quale la temperatura del mare è stata di 4-5 gradi superiore alla media”, ha osservato. Il processo di evaporazione ha portato ad accumulare una maggiore quantità di umidità. “C’è stato così un accumulo di energia che ora il sistema dovrà scaricare per tornare in equilibrio. Di conseguenza l’autunno potrebbe essere particolarmente complesso” .

    Il violento nubifragio nelle Marche è stato un evento impossibile da prevedere perché molto localizzato rispetto alle capacità dei modelli meteorologici: lo ha detto all’ANSA Bernardo Gozzini, direttore del consorzio Lamma che riunisce Regione Toscana e Cnr. “I modelli meteorologici davano una localizzazione dei fenomeni più sulla Toscana ed erano anticipati nel tempo. Il problema – ha aggiunto – è che c’è ancora una forte incertezza, tanto che attualmente è impossibile prevedere fenomeni così localizzati”. Gli elementi critici, ha aggiunto, sono attualmente “riuscire a capire dove e quando avverranno”.


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