• Il Comandante, eroe del Ventennio che salvò nemici

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    Taranto, nel porto militare della città, si staglia la sagoma elegante del sommergibile Cappellini della Regia Marina, italiana, prua rinforzata in acciaio per eventuali, quanto improbabili speronamenti, e mitraglia e cannone in bella vista.
        Una vera e propria opera d’arte e set del COMANDANTE con Pierfrancesco Favino nel ruolo del protagonista , ovvero Salvatore Todaro, leggendario eroe dei mari del Ventennio poco conosciuto. È lui al centro del film di Edoardo De Angelis e scritto da Sandro Veronesi ed Edoardo De Angelis, una sceneggiatura che diventerà un romanzo a quattro mani che uscirà in libreria il 25 gennaio 2023 edito da Bompiani.
        Chi era mai Salvatore Todaro? Un giovane comandante di sommergibile che nell’ottobre del 1940 in Atlantico affonda il Kabalo, mercantile belga che lo aveva attaccato. Fin qui tutto normale fino a quando prende una decisione storica: salvare i 26 naufraghi belgi in mezzo all’oceano per sbarcarli nel porto sicuro più vicino. Prima li rimorchia per tre giorni su una barca navigando in emersione e poi li accoglie addirittura a bordo negli spazi angusti dello scafo sbarcandoli nella baia di Santa Maria delle Azzorre. A chi gli chiese perché avesse contravvenuto alle direttive del suo stesso comando, Todaro rispose secco: “Perché noi siamo italiani”.
        Evidenti i nessi con la realtà di oggi, ma Veronesi getta acqua sul fuoco anche sul fatto che il ‘comandante’ fu, nella sua breve vita operativo anche nella X Mas (tornata alla ribalta per la t-shirt di Enrico Montesano): “Non credo che tutto questo possa essere strumentalizzato pensando al presente, quella di Todaro è una storia limpida che dice una cosa semplice: la legge del mare è superiore a quella della guerra”.
        Un eroe poco sconosciuto perché fascista? “Non credo sia per questo e poi casomai Todaro era soprattutto un monarchico, un po’ come è tradizione nella marina. Todaro è solo l’epigono di una certa cultura millenaria e quando dice “noi siamo italiani” non è retorica Il soccorso in mare prima era sacro era un sistema che non veniva mai messo in discussione” dice ancora Veronesi.
        Le Ong di oggi? “Se fosse vero che queste organizzazioni si danno appuntamenti con i migranti in mezzo al mare le vorrei anch’io in galera, ma non è così. Io su quelle navi ci sono stato. Il fatto è che oggi si è confuso il soccorso (RPT: soccorso) con l’accoglienza”.
        “Questa storia l’ho scoperta nel 2018 durante le celebrazioni dei 123 anni della guardia costiera – dice il regista De Angelis – . La raccontò allora l’ammiraglio Giovanni Pettorino per dare un’indicazione ai propri uomini su come ci si deve comportare in mare, un memento di come dovesse comportarsi la guardia costiera. Mi innamorai di questa storia e coinvolsi poi Sandro Veronesi. Poi tramite la nipote diretta di Todaro che tra l’altro era appassionato di spiritismo e cultura farsi (parlava il persiano), che ci ha dato accesso alle lettere e agli appunti conservati dalla moglie Rina”.
        E da parte di Todaro una coazione a ripetere quella di salvare uomini in mare: “Sì è vero è una cosa che poi ha rifatto un anno dopo con la nave britannica Shakespeare che prima affondò non mancando però di portare i superstiti in salvo in territorio neutrale” sottolinea ancora De Angelis.
        L’utilizzo di Favino nel ruolo del protagonista? “L’ho scelto al di là della sua grande capacità di mimesi, ma per la sua bravura di tirar fuori dal personaggio qualcosa che non si era ancora visto”.
        Tra gli interpreti di questo film ancora in produzione e dal costo di 14,5 milioni di euro: Massimiliano Rossi (Indivisibili) e Silvia D’Amico (Non essere cattivo). A produrre Indigo Film con Rai Cinema, O’Groove, Tramp LTD, VGroove e Wise in collaborazione con Marina Militare, Cinecittà e Fincantieri in coproduzione con Beside Productions per un’uscita in sala a fine 2023 con 01. Gli effetti visivi del film sono curati da Kevin Tod Haug (Fight club, Twilight e Panic Room) e il workflow supervisor è il premio Oscar David Stump (X – MEN, Breaking Bad, Batman Forever) mentre i costumi sono di Massimo Cantini Parrini candidato all’Oscar per Pinocchio e Cyrano.
        Discorso a parte per il sommergibile Cappellini, un vero capolavoro costruito in otto mesi grazie a un centinaio tra ingegneri, costruttori e artigiani e col supporto di Cinecittà e dell’ufficio storico della Marina Militare. Impiegate 73 tonnellate di acciaio per uno scafo lungo 73 metri con tanto di varo avvenuto a Taranto nel bacino Ferrati della Marina. (ANSA).
       


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