Il Comune protegge i vandali no Tav: niente sgombero del centro sociale

Ago 4, 2022

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È stato l’ennesimo buco nell’acqua, e dopo 26 anni di silenzio e ignavia nessuno se lo sarebbe aspettato. Nulla di fatto e tanta amarezza, soprattutto per le divise, a suggello della seduta della commissione congiunta Patrimonio e Legalità a Palazzo Civico a Torino. Oggetto della discussione, la mozione di sgombero, presentata da Fdi, del centro sociale Askatasuna. Un nome, una garanzia di disordini, guerriglia, lotta dura No Tav. Askatasuna è una firma che ricorre nelle piazze più scalmanate d’Italia. C’era anche sabato scorso a San Didero, in Val di Susa, e sono volati sassi e petardi. Bilancio: 14 agenti feriti. È nata dalle ceneri di Autonomia operaia e ha messo radici, nell’ormai lontano 1996, in una palazzina di corso Regina Margherita, a due passi dalla Mole e dai quartieri chic. Un immobile di proprietà del Comune di Torino. Un immobile che il legittimo proprietario non ha mai rivendicato.

Nessuna delle amministrazioni che si sono succedute dal 96 ad oggi, tutte di centrosinistra, eccetto quella grillina, ha mai denunciato l’occupazione. I «bravi ragazzi» di Askatasuna sono sotto la lente della magistratura che, di recente, ne ha rinviati a giudizio 28, di cui 16 con l’accusa di associazione a delinquere. Ce n’è abbastanza per chiedere alla nuova giunta dem una presa di posizione netta e decisa. Un segnale di discontinuità. L’occasione doveva essere proprio la mozione discussa lunedì scorso ma sono volati gli stracci, con il sindacato di polizia Sap che ha abbandonato la seduta. Andiamo con ordine. Favorevoli allo sgombero Fdi, Lega, Fi e Torino Bellissima, come i sindacati di polizia Siap, Sap, Siulp, Fsp e Coisp. Ok anche dal capogruppo M5s, Andrea Russi, ma non dalla collega Valentina Sganga, ex candidata sindaco. Contraria anche l’estrema sinistra. Per il Pd di Lo Russo ci sono la vicesindaco Michela Favaro e l’assessore alla Sicurezza Gianna Pentenero. Prendono tempo, ancora tempo. Dicono di avere a cuore la legalità ma invitano alla cautela: «Sgomberare uno stabile senza un progetto che ne preveda il riutilizzo rischia di essere fine a se stesso». Parole pilatesche che hanno mandato in ebollizione il conclave. Il Sap replica chiedendo maggior determinazione. E lì si consuma lo strappo. «La nostra richiesta all’amministrazione comunale di assumere una posizione netta, a favore o contro lo sgombero dello stabile occupato da Askatasuna, ha fatto sì che il presidente di commissione interrompesse la seduta di fatto togliendoci la parola, che ci era stata data come cittadini. Se è questo il diritto di opinione che il Comune intende dare ai propri cittadini, siamo delusi ed amareggiati», denuncia il Sap. «Inaccettabile che in 26 anni di occupazione abusiva le giunte di centrosinistra e pentastellate non abbiano mai provveduto a formalizzare una denuncia-querela contro l’invasione dell’immobile comunale», tuonano la parlamentare di Fdi Augusta Montaruli e l’assessore della Regione Piemonte Maurizio Marrone. Presenteranno un esposto alla Corte dei Conti. L’inerzia dell’amministrazione potrebbe aver causato un danno erariale.


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