Il doppio fallimento della “linea Bettini”: è guerra nel Pd

Ott 7, 2021

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    Nel Partito democratico sono subito partiti i festeggiamenti all’indomani del primo turno delle elezioni Amministrative. I dem sono ora convinti di essere il principale partito a livello nazionale e di essere in grado di rappresentare in maniera efficace il popolo. Peccato però che nel Pd si ometta un dettaglio importante: è sicuramente vero che i dem hanno incassato buoni risultati nelle città, ma va detto pure che le preferenze ottenute provengono da una sola parte della metà degli elettori che si è recata alle urne. In tutto ciò che fine ha fatto Goffredo Bettini? C’è chi ritiene che la sua linea abbia perso, anche se in realtà è rimasto aggrappato a un’ultima speranza.

    Il fallimento di Bettini

    A poche ore dalle consultazioni territoriali è immediatamente scattato il tabellino del conteggio delle vittorie delle varie correnti interne: il quadro fornisce una sostanziale unità, una compattezza che non fa emergere chissà quali vincitori. Senza alcun dubbio Base riformista (gli ex renziani) e Dems (che fa capo al ministro Andrea Orlando), che sono le correnti più strutturate del Pd, non escono sconfitte.

    I primi ammaccamenti riguardano invece la “linea Bettini”, finita nel mirino di alcune critiche post-voto. Perché una delle voci più influenti nel Partito democratico esce sconfitto per ben due volte? A spiegarlo è stato Marco Antonellis su Italia Oggi: da una parte Giuseppe Conte non rappresenta più l’unico (e principale) riferimento della galassia dem; dall’altra il premier Mario Draghiè sempre più forte“.

    L’ultima speranza di Bettini

    Comunque a Bettini è rimasta un’ultima speranza, almeno per rivendicare un successo non indifferente. Le speranze sono legate alla partita che si gioca a Roma, che domenica 17 e lunedì 18 ottobre andrà al ballottaggio per decidere chi sarà il prossimo sindaco. Enrico Michetti del centrodestra o Roberto Gualtieri del centrosinistra? Mentre si aspetta la linea ufficiale del Movimento 5 Stelle, Carlo Calenda ha già preso posizione e ha annunciato che voterà per l’ex ministro dell’Economia.

    C’è chi fa notare che l’effetto Draghi ha svolto un ruolo notevole in queste elezioni. Base riformista, Dems e Area dem – che risultano essere le “più coerenti” con l’impostazione del premier – hanno avuto la meglio. A differenza della linea Bettini, a cui non piace particolarmente l’identificazione tra il Pd e il governo. “Ecco, il pensiero di Bettini, che poi non ha una sua corrente, è quello che esce sconfitto“, accusa un big dem ad Affari italiani. Che poi aggiunge: “Non gli rimane che sperare in una vittoria di Roberto Gualtieri a Roma. Tutti pensiamo che sarà così. Dopodiché, però, Gualtieri è figlio della colonna dalemiana romana, mentre Goffredo era il deus ex machina di Veltroni“.


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