Il Grande Nord “occupa” Pontida

Set 12, 2021

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    Prima Matteo Renzi che risale la Vallecamonica e spodesta Umberto Bossi occupando con la sua scuola politica Pontedilegno, per decenni roccaforte estiva del Senatur. Ora anche Pontida cade assediata dai nostalgici padani. E’ successo oggi con decine di simpatizzanti del “Grande Nord“, formazione che a Milano sosterrà la candidatura di Gianluigi Paragone, senatore ex Movimento 5 Stelle candidato sindaco di Milano.

    Sul “sacro prato” di Pontida si torna a inneggiare al nord

    Così lo storico e nostalgico pratone del giuramento padano di Pontida è stato occupato simbolicamente dai militanti del movimento autonomista. Da tutta la “vecchia padana“ sono arrivati in provincia di Bergamo “per non cancellare l’identità di un pensiero che ha posto sul tavolo politico il federalismo, le macroregioni, l’indipendentismo“. Insomma, la spinta indipendentista del Nord è ancora viva nei ricordi dei vecchi militanti bossiani malgrado la nuova Lega di Matteo Salvini abbia aperto a orizzonti nazionali ben distanti dalle ampolle del Po e dai parlamenti separatisti di Chignolo Po. “Pensiamo intanto a come liberare casa nostra dai cattivi maestri del Nord“, ha detto da Pontida Monica Rizzi, ex assessore regionale lombardo in quota Lega Nord ed oggi responsabile federale organizzativo Grande Nord.

    “Il nord si ribelli al governo meridionale”

    “Non ci interessa se questo governo farà bene o farà male – ha rimarcato Rizzi -. Un esecutivo a trazione meridionale non può avere la sensibilità per cogliere l’esigenza di cambiamento e di liberazione fiscale di chi produce, dialoga con l’Europa tutti i giorni e vive la globalizzazione da più di un ventennio ormai“. E da Pontida, sebbene le folle del Senatur siano solo un ricordo lontano, il grande Nord ha lanciato il suo anatema “anti-Salvini“ chiamando i nordisti a raccolta contro la vecchia “Roma ladrona“. “Abbiamo bisogno di un Nord semmai rappresentato dal Nord – ha chiuso Monica Rizzi -. Ora qualcuno della Lega riparla di Nord. Ma dov’erano i governatori o gli ex dirigenti della Lega quando Matteo Salvini virava verso l’estrema destra populista nazionalista?“. Come dire che sul prato di Pontida si è tornati a sognare non solo l’indipendenza di Lombardia, Veneto e Piemonte ma anche il riscatto della vecchia guardia leghista messa da parte nel dopo-Bossi.


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