Il Lazio trema per l’epidemia. Ora a rischio 50mila maiali

Mag 8, 2022

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    L’ ultimo campanello d’allarme è un fatto di cronaca piuttosto clamoroso: nel parco dell’Insugherata, a pochi chilometri in linea d’aria dal centro della Capitale, è stato trovato un cinghiale morto di peste suina. L’ultimo segnale di una situazione ormai al limite dell’emergenza sanitaria. Dopo i casi di peste suina segnalati nei giorni scorsi in provincia di Genova e Alessandria (ma le prime segnalazioni tra Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria risalgono alla fine di dicembre), il caso di Roma rende drammaticamente urgente la necessità di affrontare l’emergenza.

    L’emergenza non è soltanto sanitaria ma anche economica. Questo virus (di origine africana ma che da noi sta arrivando dall’est europeo) si trasmette tra suini e tra cinghiali e suini. Non è pericoloso per l’uomo che però può risultare un veicolo di trasmissione (suole delle scarpe e abiti). Ecco perché la cosa più importante non è soltanto arginare il contagio ma anche mettere in sicurezza soprattutto gli allevamenti non intensivi (quelli dove gli animali vengono lasciati allo stato semibrado).

    Per questa emergenza nazionale sono già state adottate alcune misure di prevenzione, come l’abbattimento in via cautelativa di maiali, la chiusura di alcune aeree particolarmente a rischio (con il conseguente monitoraggio dei cinghiali presenti), vincoli al trasporto di animali, limitazione alle attività nei boschi e vincoli alle esportazioni che da gennaio 2022 ha portato alla perdita di circa 20 milioni di euro al mese di export di salumi (che ogni hanno fattura circa, 1,8 miliardi di euro).

    La Coldiretti mostra forte preoccupazione. Secondo l’organizzazione che rappresenta gli imprenditori agricoli, solo nella provincia di Roma è stimata la presenza di ventimila cinghiali. Questi possono essere un veicolo estremamente pericoloso per un settore (l’allevamento di suini) che solo nel Lazio riguarda circa 50mila capi. Sempre secondo le stime fornite dalla Coldiretti sono circa 2,5 milioni gli esemplari di cinghiali presenti sul nostro territorio nazionale. «Serve responsabilità delle istituzioni per un intervento immediato di contenimento della popolazione dei cinghiali – chiede il presidente della Coldiretti Ettore Prandini – e soprattutto serve la loro riduzione numerica attraverso le attività venatorie, le azioni di controllo della legge 157/92 con l’articolo 19 e le azioni programmabili nella rete delle aree protette». Intanto nel Nuorese sono stati abbattuti in via precauzionale 138 suini che vivevano allo stato brado. Le autorità, comunque, sottolineano che nell’isola non c’è alcun caso e che l’abbattimento è solo una misura precauzionale.

    Per affrontare l’emergenza intanto il ministro Roberto Speranza ha affidato al sottosegretario alla Salute Andrea Costa la delega per la gestione dell’emergenza della peste suina africana. Costa lavorerà di concerto con Angelo Ferrari, scelto quale commissario straordinario. Il governo, intanto ha già stanziato cinquanta milioni di euro per le misure necessarie a contenere la diffusione del virus.

    Il cinghiale trovato al parco dell’Insugherata ha prodotto un’ordinanza della Regione che delimita una zona rossa (5mila ettari circa) dove verranno attuate misure stringenti quali: una sorveglianza rafforzata dei cinghiali, il campionamento e analisi di eventuali carcasse e il loro smaltimento in sicurezza. Nell’area interessata (che copre una parte del Parco di Veio, una porzione appunto dell’Insugherata, poi l’intera superficie del Parco del Pineto e della riserva di Monte Mario) sarà vietato dare cibo agli animali, fare picnic, organizzare eventi.


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