“Il M5S senza Conte non esiste”. Ma tra i grillini scoppia la bufera

Giu 15, 2022

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    Movimento Cinque Stelle in fibrillazione. La sconfitta elettorale mette ancor più in discussione la già fragile leadership di Giuseppe Conte e, ora, i suoi fanno quadrato intorno a lui.

    “Sia chiaro, senza il presidente Conte i 5 Stelle, di fatto, non esistono”, ha dichiarato il senatore Mario Turco, uno dei cinque vicepresidenti del Movimento. Parole che hanno scatenato le ire dei parlamentari pentastellati. “Qui sono tutti incaz…”, è una delle prime reazioni raccolta dall’Agi. Turco finisce sotto il banco degli imputati in quanto ritenuto responsabile del crollo dei Cinque Stelle a Taranto, sua città natale dove i pentastellati hanno ottenuto solo un misero 4%. Non meno teneri i commenti nei riguardi di Conte “Sembra un avatar che in qualche modo rilancia in maniera tifa i nostri valori di partenza. Ma un’autocritica quando la fa?”, attaccano. “Siamo passati al partito personale?”, si chiedono i grillini che ricordano come da anni il M5S sia in prima linea perché questo non avvenga”. È un’eresia rispetto ai nostri valori”, osservano i pentastellati.

    Il più arrabbiato è senza dubbio Sergio Battelli, presidente della Commissione Politiche Ue, che su Instagram scrive: “Parole vergognose dai vertici M5S. Ma stiamo scherzando? Siamo passati dal movimento 5 stelle al movimento 1 Conte. Io non ho più parole”. Raggiunto telefonicamente da ilGiornale.it, Battelli chiarisce conferma il suo sconcerto per queste “inaccettabili” parole perché, per quanto Conte sia una persona importante del Movimento Cinque Stelle,“ma, per rispetto dei parlamentari, dei consiglieri comunali, degli attivisti che da 15 anni si sbattono sui territori, non si può dire che senza Conte non esiste il M5S. Questo è inaccettabile per rispetto di chi lavora a questo progetto sin dalla sua nascita”. Gli fa eco il deputato Luca Carabetta: “Il Movimento è e rimarrà una comunità di attivisti, consiglieri comunali e regionali, parlamentari nazionali ed europei”. Dentro il M5S è opinione comune che, se la situazione dovesse degenerare, Conte, nonostante le smentite, potrebbe fondare un suo partito, come gli chiedono da tempo i suoi fedelissimi. In ogni caso, però, non sarebbero in molti a seguirlo. Alla Camera non più di 30, mentre al Senato l’ex premier avrebbe più estimatori. Alberto Airola assicura: “Mettere in discussione la leadership di Conte sarebbe un suicidio politico. Il M5S non può vivere alla giornata. O si vive coerentemente e pienamente la politica e la sfida per il cambiamento del Paese o si scompare. Conte abbia la possibilità di esercitare pienamente la leadership che gli è stata riconosciuta dagli iscritti al Movimento e le cose andranno meglio”.


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