• Il ministro Orlando a Bogotà per festeggiare il compagno Petro. Chi paga

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    Che ci fa Andrea Orlando a Bogotà? Non è andato per vendere armi ai colombiani, come Massimo D’Alema qualche mese fa, ma a festeggiare l’insediamento di Gustavo Petro, il primo presidente di sinistra della Colombia. Ma ci è andato a titolo personale, per conto del Partito democratico, o a nome del governo italiano di cui Orlando è ancora ministro?

    Non si sa, e sarebbe bene che qualcuno lo chiarisse. La notizia compare sul sito ufficiale del Ministero: “Il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Andrea Orlando sarà domenica 7 agosto 2022 in rappresentanza dell’Italia a Bogotà per la cerimonia di insediamento del neo-eletto Presidente della Repubblica di Colombia, Gustavo Petro”.

    A leggere il ministero dunque Orlando è andato ad omaggiare l’elezione di Petro “in rappresentanza dell’Italia” quindi a nome del governo. Aldilà dell’opportunità o meno, perché dal governo hanno mandato il ministro del Lavoro e non quello degli Esteri Luigi Di Maio? Forse perché Orlando è di sinistra? Perché il ministro si era già complimentato per l’elezione? “Una bellissima notizia, per la prima volta nella storia la sinistra vince in Colombia, Gustavo Petro è il nuovo Presidente, Francia Marquez la prima vicepresidenta afro discendente” aveva scritto Orlando il 20 giugno. O per la nota passione di Orlando per il Sudamerica tanto da prendere casa in Messico?

    Alla sua visita istituzionale in Colombia Orlando ha dedicato due tweet che lo ritraggono con il neoeletto Petro. Il primo il 7 agosto che sembra più il messaggio di un leader di partito che di un ministro del Lavoro: “A Bogotà per l’insediamento del Presidente Petro. Una giornata storica per il popolo colombiano, per i diritti, la pace, la sostenibilità ambientale, la giustizia sociale”. Il secondo l’8 agosto, dopo le prime critiche ricevute, più governativo: “Un grande piacere e un onore partecipare all’insediamento del Presidente Petro. La sua elezione segna una svolta nella vita di un Paese che ha forti legami culturali ed economici con l’Italia. Auguri al presidente Petro e al suo impegno per un Paese più giusto”.

    Nessun messaggio invece è stato inviato dal Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. Sarebbe il caso che il governo chiarisse se la visita del ministro Orlando sia stata in “rappresentanza dell’Italia”, come scritto sul sito del Ministero, e in questo caso perché abbiano deciso di mandare proprio quello del Lavoro, o a titolo personale di un appassionato del Sudamerica Andrea Orlando per festeggiare il presidente di sinistra. In questo caso a spese proprie.


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