Il paradosso di Letta: “Attaccare Salvini per salvarsi…”

Set 2, 2021

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    Alzare i toni contro Matteo Salvini per provare a consolidare la leadership del Partito democratico. Cercando un clima elettorale sempre più acceso. Enrico Letta ha così sfruttato il voto contrario in commissione della Lega sull’obbligatorietà del green pass per scontrarsi con l’ex ministro dell’Interno. Anche stasera, dopo la conferenza di Draghi, non ha perso occasione per attaccare la Lega su obbligo vaccinale e migranti. Una mossa che tra gli stessi dem è stata interpretata come una strategia politica per puntellare la sua posizione a Largo del Nazareno.

    “Dobbiamo considerare che siamo in piena campagna elettorale per le Amministrative. Quindi colpire l’avversario è il modo più semplice di serrare i ranghi. Non dimentichiamoci che lo stesso Letta è candidato alle suppletive a Siena per un posto da deputato, ha la necessità di combattere il centrodestra”, spiega un deputato del Pd. Insomma, è la sintesi del discorso, “ha colto la palla al balzo per punzecchiare Salvini e dimostrarsi il più leale a Mario Draghi. Ma nemmeno lui crede davvero di poter spingere la Lega al di fuori del perimetro della maggioranza”. Insomma, tutta scena.

    Letta si aggrappa all’antisalvinismo

    Certo, secondo quanto apprende IlGiornale.it, l’addio leghista alla maggioranza è “un suo sogno recondito”. Ma tra la fase onirica e la realtà dei fatti, ce ne passa. Anche la richiesta di “chiarimento politico” è una mossa di facciata, per ritagliarsi uno spazio mediatico. “Si aggrappa all’antisalvinismo perché così ha gioco facile nel tenere insieme il partito per qualche ora, magari anche per qualche giorno”, racconta, con un pizzico di ironia, una fonte interna. “Al netto del risalto sui giornali, anche giustificato, la vicenda non ci ha appassionato nemmeno nelle chat interne”, aggiunge un parlamentare.

    Di certo, tra le fila dem non è passata inosservata la mossa di lanciare l’Agorà, un tentativo di rifondazione del partito, convocando energie esterne. E qui i malumori si sono avvertiti, eccome. Gli ex renziani pensano questa sia un’arma puntata contro di loro. “Letta tenterà qualsiasi cosa per impedire il congresso”, è il ragionamento che circola nella corrente Base riformista, che fa riferimento al ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, e all’ex ministro dello Sport, Luca Lotti. Il motivo? “Letta vorrebbe contrapporre la ‘democrazia partecipativa’ alle norme dello statuto, che prevedono la convocazione congresso prima delle elezioni del 2023”, spiegano gli ex renziani. Insomma, secondo un’ampia area dem, il segretario vuole “tirare avanti con tecniche più procedurali che politiche”.

    I dubbi sul rapporto con i 5 Stelle

    Un allarme che lascia presagire a un aumento della tensione soprattutto dopo i voto delle Amministrative. A microfoni spenti, infatti, nel Pd quasi tutti considerano “una delusione” la gestione di Letta. Uno dei nodi irrisolti resta il confronto con il Movimento 5 Stelle. “Il rapporto con Conte continua a essere incomprensibile, nel vero senso della parola”, spiegano fonti interne. Perplessità alimentate ancora di più dall’imminenza del voto per le Amministrative. Le alleanze con il M5S si contano sulle dita di una mano e sembrano “frutto di una debolezza reciproca nella scelta dei candidati”, sentenzia un esponente che conosce le dinamiche interne a Largo del Nazareno.


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