• Il Pd confessa: “Siamo comunisti”, la pistola nel pollo e le Ong: quindi, oggi…

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    – Francesco Bei su Repubblica dice che la strategia del governo sui migranti è fallimentare perché mettersi contro l’Ue e Parigi non ci permetterà di trovare un accordo per riformare il trattato di Dublino, quello – per intenderci – che costringe il Belpaese ad ospitare tutti i clandestini. Bene. Eppure non mi pare che i governi Gentiloni, Letta, Conte II e Draghi abbiano ottenuto tutti questi accordi favorevoli, nonostante fossero pappa e ciccia con le diplomazie europee. La verità è che forse battere i pugni sul tavolo serve a poco. Ma pure il lecchinaggio generale non porta molto lontano.

    – Ma voi vi ricordate i giornalisti sportivi come si sbrodolavano per De Kateleare del Milan dopo le prime due partite? Vado a memoria: qualcuno disse addirittura che ricordava Kakà, altri fecero paragoni ancora più assurdi con “i grandi calciatori del passato”. Risultato: oggi è un desaparecidos e ci si chiede se sia davvero o meno un campione. Lo dico dai tempo ai colleghi sportivi: date un attimo a questi atleti mediocri almeno di dimostrare qualcosa prima di sbrodolarvi in complimenti. Sennò poi fanno la fine di Kean, che pareva un fenomeno e poi non segna mai.

    – I tedeschi si oppongono alla revisione del patto di stabilità. Il principio del 3% del deficit e del 60% del debito lo considerano sacro, tipo un totem. Poco importa se alla fine della fiera negli ultimi anni quasi nessuno lo ha rispettato a suon di deroghe.

    – Cottarelli bye bye. Nemmeno il tempo di assaporare il gusto di essere candidato in Lombardia, che Carlo-il-grigio già si tira indietro. Il Terzo Polo ha scelto Letizia Moratti e lui non ha alcuna chance neppure se scendesse San Pietro in persona a fare campagna elettorale per lui. Devo dire che il Pd può tirare un sospiro di sollievo: con Cottarelli non avrebbe vinto neppure nei sogni. La Lombardia non è Milano: replicare l’effetto Sala non è cosa semplice.

    – Vedo una foto dei ragazzi alla Cop27 che protestano con i seguenti slogan: “No Oil”, “No gas”. Domanda: venite voi a pedalare sulla bicicletta con la dinamo per far funzionare l’elettricità a casa mia?

    – Luca, 14 anni, muore a Milano in bici dopo essere finito sotto un tram. E oggi Repubblica come titola? “Non è un Paese per ciclisti: ora servono strade a 30 all’ora”. Segnalo che le auto, in questa disgrazia, non c’entrano una mazza.

    – Conte fa una pernacchia al Pd che voleva l’alleanza nel Lazio (e magari anche in Lombardia). Mi stupisce che i dem si straccino le vesti: è normale. Giuseppi ha capito che se continua così ruba al Pd tutti gli elettori “de sinistra” lasciando a Letta&co. solo i salotti buoni e la borghesia radical chic. Il leader del M5S guarda al futuro, alle prossime politiche. E se il Pd vuole un’alleanza dovrà vendere un rene. Non vorrei essere nella dirigenza dem.

    – I mondiali in Qatar, con le polemiche scatenate dall’ambasciatore che considera l’omosessualità una malattia, saranno il banco di prova per il calcio “politically correct”. Dopo gli europei in cui le squadre senza grandi motivi si mettevano in ginocchio per Black Lives Matter senza rischiare un piffero, voglio vedere se adesso protesteranno pure in Qatar. Dubito. In fondo l’ipocrisia da quelle parti abbonda.

    – Saviano piagnucola. Meloni e Salvini lo querelano perché li definisce “bastardi” e lui sostiene lo facciano per “intimidire uno – magari con più visibilità – per intimidirne cento”. Credici anche dimeno, Savià.

    – Nel silenzio generale, la Commissione Ue ci rifila (o meglio rifila a Draghi) un ceffone sul price cap. Ora che Supermario non c’è più, ecco che di tetto al prezzo degli idrocarburi non si parla quasi più. La situazione è la stessa di sempre, al netto dei roboanti annunci di Draghi sul fasullo accordo raggiunto: i Paesi frugali e la Germania non lo vogliono, temendo di perdere le forniture, quindi per averlo l’Italia dovrà sudare ancora sette camicie. Sempre che alla fine ci riesca.

    – Giuseppe Valditara, ministro dell’istruzione, invia una missiva agli studenti d’Italia in occasione della caduta del Muro di Berlino. E nel farlo, finalmente, scrive chiaro e tondo che il comunismo è stata “una grande utopia” che si è trasformata “in un incubo altrettanto grande” con esiti “fallimentari”, con tanto di “annientamento delle libertà individuali, persecuzioni, povertà, morte”. Invece di applaudire, Anpi e Pd parlano di “propaganda”, “approccio ideologico”, “lettura forzata della storia” e Minculpop. Scusate, cosa avrebbe detto di sbagliato Valditara? Nulla. Il punto è che questo dimostra ciò che molti sospettavano da tempo: questi non sono antifascisti, so’ proprio comunisti. Non è che per caso nelle sedi dem nascondono ancora da qualche parte busti di Lenin e coccarde con falce e martello?

    – Che poi mi scusi Simona Malpezzi: ma quale sarebbe la lettura “non strumentale” sul muro di Berlino? E signora Rachele Scarpa, dove sarebbe la nota “gravemente revisionista, che reinterpreta con uno sguardo assolutamente ideologico l’impatto del comunismo nella storia”. Fu colpa dei fascisti pure il muro di Berlino? E ai gulag pensò forse Hitler? State a sentire, amici dem. Sarebbe bastato dire: caro Valditara, lei ha ragione: il comunismo è stato uno dei più grossi orrori del nostro secolo. E invece mettersi a negare l’evidenza, al solo scopo di attaccare il governo Meloni, vi fa apparire sotto una luce oscura. Sembra quasi stiate dicendo: “Siamo comunisti, ma non possiamo dirlo”.

    – L’America è un mondo meraviglioso. Le elezioni di Midterm? Chissenefrega. Va bene, i repubblicani non hanno vinto, i democratici reggono, Trump ne esce male. Ma cosa importano queste notizie di fronte al fatto che in Florida un tizio è stato fermato in aeroporto perché nascondeva una pistola dentro un pollo crudo? Avete capito? Un pollo crudo, ripieno di ferro. Visto che si avvicina il Ringraziamento, gli agenti hanno pubblicato le foto e scritto: ”Ci dispiace farvelo notare, ma infilare un’arma da fuoco nel vostro volatile festivo per viaggiare è solo una perdita di tempo. Non era nemmeno stato infornato”. Meraviglioso.

    – Il Pd si è affidato alle sardine. E ora le sardine se lo cucinano. Andate a leggervi l’intervista odierna a Mattia Santori per capire che i dem sono destinati all’estinzione.

    – Se Twitter con Elon Musk licenzia migliaia di persone, tutti a strapparsi le vesti. Se lo fa quel democratico progressista di Zuckerberg (pure lui, via mail ha cacciato 11mila dipendenti) questo non produce pari indignazione. Perché?

    – State a sentire Giorgetti e accendete un cero: ”Rischiamo di avere inflazione e recessione, un incubo che potrebbe diventare realtà”. Ci aspetta un inverno difficile…


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