Il Pd fa melina e implora l’ammucchiata: “Stop veti, uniti contro la destra”

Ago 1, 2022

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Il Partito democratico fa melina e implora l’ammucchiata. Nelle ultime ore Carlo Calenda ha posto delle condizioni per sancire un accordo politico con il Pd ma i dem – nel corso della segreteria nazionale – hanno approvato un appello per chiedere ai vari centrini di mettere da parte i personalismi: “Si proceda, senza veti reciproci, a costruire un’alleanza che prosegua nel forte impegno europeista“.

Dunque il Partito democratico ha bocciato la tentazione del terzo polo, una strada caldeggiata di recente da Matteo Renzi che sarebbe pronto a correre in solitaria. I dem sostengono la necessità di puntare tutto sulle convergenze piuttosto che lasciare spazio alle spaccature. Il collante? Il tentativo disperato di arginare la vittoria del centrodestra: “Ogni divisione oggi rappresenterebbe un regalo alla destra che l’Italia non può permettersi“.

I paletti di Calenda

In mattinata Calenda è stato molto attivo sui social, chiedendo una risposta al Pd in tempi rapidi e fissando una serie di paletti considerati imprescindibili per poter dare il via libera all’alleanza con il Partito democratico: non candidare personaggi divisivi (come Luigi Di Maio, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli) nei collegi uninominali e trovare un accordo sui punti prioritari come ad esempio i rigassificatori.

Il leader di Azione ha inoltre bocciato lo schema dell’ammucchiata, facendo notare che imbarcare partiti indistinti senza una convergenza si potrebbe rivelare una mossa fallimentare. A suo giudizio il centrodestra non si può battere con una sola operazione di accozzaglia e di somma numerica. E in tal senso ci è andato giù pesante: “Questa coalizione sta diventando una roba improponibile, ci facciamo ridere dietro“.


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