Il piano della Meloni: “No al Mattarella bis. Dopo il Colle si torni subito al voto”

Dic 31, 2021

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    I risvolti della corsa al Quirinale determineranno inevitabilmente gli sviluppi futuri della politica a livello nazionale. Gli scenari muteranno a seconda di chi sarà il prossimo presidente della Repubblica, ma Giorgia Meloni ha già le idee chiare: no al Mattarella bis e tornare subito al voto indipendentemente da chi sarà eletto capo dello Stato. Per la leader di Fratelli d’Italia c’è solamente l’opzione del ritorno alle urne dopo la partita per il Colle, anche se Mario Draghi dovesse restare a Palazzo Chigi.

    “No al Mattarella bis”

    La numero uno di FdI, nell’intervista rilasciata a Il Messaggero, ha invitato la sinistra a uscire allo scoperto e dire chiaramente se sta lavorando sotto traccia per provare ad arrivare a un bis di Sergio Mattarella: “Abbia il coraggio di dirlo senza usare strumentalmente il virus“. A suo giudizio la rielezione di un presidente per il secondo mandato “è una prassi che non si può consolidare“, anche perché non va dimenticato che l’attuale capo dello Stato più volte ha lasciato intendere di non essere intenzionato a restare al Quirinale.

    Le elezioni anticipate

    Quanto all’ipotesi di sostenere Mario Draghi come prossimo presidente della Repubblica, la Meloni ha specificato ancora una volta di non avere attualmente “gli elementi per dire come Fratelli d’Italia voterebbe su una sua eventuale candidatura“. Ma a prescindere da questo discorso, per la leader di FdI la sostanza non cambia: “Si torni al voto in ogni caso, anche se Draghi non andasse al Quirinale“.

    La Meloni più di una volta ha spiegato le motivazioni delle sue convinzioni: ritiene che il mandato di Draghi sia legato a filo diretto a quello di Mattarella, che a inizio 2021 aveva affidato all’attuale premier il compito di rappresentare un governo di unità per affrontare l’emergenza sanitaria ed economica. Il ragionamento è chiaro: finita l’esperienza di Mattarella al Colle, va considerato concluso anche il mandato di Draghi. “Si dovrebbe tornare al voto, in ogni caso“, ha scandito di nuovo la Meloni.

    La mossa del centrodestra

    Mentre Partito democratico e Movimento 5 Stelle sono in balia delle onde e non sono ancora riusciti a mettere a punto una strategia comune, il centrodestra assicura che sarà compatto anche in occasione del voto per il Quirinale: la coalizione si è riunita nei giorni scorsi e ha stabilito che agli inizi di gennaio si ufficializzeranno le decisioni per affrontare la partita per il Colle in maniera unitaria.

    Magari potrebbe essere l’occasione per formalizzare la candidatura di Silvio Berlusconi, che a oggi non ha ancora sciolto le riserve. L’ipotesi del Cav terrorizza la sinistra, tanto da spingere il Partito democratico a minacciare la caduta del governo e le relative elezioni anticipate se il leader di Forza Italia dovesse essere eletto capo dello Stato. Il centrodestra ha i numeri per contare ed essere il vero king maker: la coalizione può contare su 451 grandi elettori, mentre l’asse giallorosso (Pd, Movimento 5 Stelle, Liberi e uguali e altre formazioni del centrosinistra) si fermano a 414 voti.


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