“Il ponte sullo Stretto è importante ma nessuno si muove”

Mag 4, 2022

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    La senatrice di Forza Italia e vicepresidente del gruppo a Palazzo Madama Gabriella Giammanco ha preso posizione in merito al ponte sullo Stretto di Messina, un argomento di cui si parla spesso ma per cui non è difficile notare anche un certo immobilismo di fondo.

    L’esponente del partito guidato da Silvio Berlusconi basa le sue convinzioni sulla centralità dell’opera per l’intero territorio nazionale.

    “Che il Ponte sullo Stretto sia un’opera importante per la Sicilia e per il Sud – fa presente la senatrice via social network, è un dato di fatto. Il punto è che lo è anche per il resto del Paese. Un’infrastruttura di questa portata significa non solo collegamenti efficienti e rapidi ma anche posti di lavoro e nuove opportunità di sviluppo. Eppure, nulla si muove”. Il tema è quindi legato pure all’occupazione lavorativa che la realizzazione dell’opera garantirebbe in via diretta ed allo stato di salute dell’economia del Belpaese.

    Poi una riflessione sul compito che il governo in carica, secondo la Giammanco, dovrebbe svolgere: “Come denuncia giustamente Il Giornale questa mattina – ha osservato la parlamentare siciliana di Fi – , il ministro Giovannini ha stabilito che il progetto va riscritto in seguito a uno nuovo studio di fattibilità. Si ricomincia tutto da capo insomma, un modo per prendere ancora tempo e non far nulla che in realtà nasconde la mancanza di volontà politica nel portare avanti la realizzazione di quest’opera”. Insomma, il fatto che l’esecutivo abbia deciso di rifare tutto cela tutt’altro tipo di volontà rispetto al ponte sullo Stretto di Messina.

    Come ha spiegato proprio IlGiornale con un articolo di Gian Maria De Francesco, il Sud Italia deve tenere in considerazione anche il tempo che passa. Ora come ora, l’opera non è più rimandabile. La “pena” pagata da Sicilia e Calabria su tutti, del resto, è l’isolamento cui sono costrette. Il ministro Giovannini ha tuttavia insistito, sostenendo che “il progetto non è più attuale” e che “il finanziamento va ripensato a carico della finanza pubblica”. La traduzione è semplice: per il ministro bisognerebbe ripartire dal punto zero.

    Stando a quanto osservato dal ministro Giovannini, la palla dovrebbe finire adesso nelle mani del ministero dell’Economia, che sarebbe chiamato a rivalutare da principio la fattibilità dell’opera e tutte le altre questioni del caso. Ma è appunto il timing – come ha rimarcato la Giammanco – ad interessare una vicenda che accompagna la storia d’Italia da troppi anni ormai.


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