Il popolo No Pass ormai perde pezzi. Da Roma a Milano manifestazioni flop

Nov 21, 2021

  • Condividi l'articolo

    Milano. Se la giornata di ieri, come annunciato con enfasi sulle chat di Telegram, per i No Green pass doveva essere «decisiva», non c’è dubbio che quello della piazza milanese è stato un vaticinio chiaro e netto sul futuro (discendente) della parabola di questi manifestanti. Un popolo ormai in affanno dietro il fantasma di una protesta in piena evaporazione anche grazie alla circolare del Viminale che ha escluso centri storici e obiettivi sensibili da eventuali cortei. Con piazza Duomo, piazza Fontana e piazzetta Reale blindate da uomini schierati in tenuta antisommossa, lo zoccolo duro di quel che resta della lotta contro la certificazione digitale riunitosi intorno alle 17 di ieri nella solita manifestazione non preavvisata – e destinata quindi a restare un presidio statico come previsto dal ministro dell’Interno Luciana Lamorgese – è stato messo a dura prova dall’inflessibilità di un apparato di sicurezza che non ha fatto sconti nemmeno davanti alla sceneggiata delle manifestanti No Vax che, con le mani giunte, si sono messe a pregare contro la forza pubblica. Con il risultato che ai partecipanti al presidio (poco più di 800 in tutto) non è rimasto che affidare il proprio dissenso a singoli episodi di isterismo, conditi da spintoni e urla, che hanno portato all’identificazione di 257 persone, mentre due milanesi, di 57 e 62 anni, sono stati indagati per resistenza a pubblico ufficiale e per aver rifiutato di fornire le loro generalità. Comminate quindi 49 sanzioni amministrative per occupazione di aree urbane, emessi 31 ordini di allontanamento mentre il questore Giuseppe Petronzi ha avviato il procedimento per l’emissione di due Daspo urbani.

    Da segnalare infine la grottesca messinscena di un giovane finito a terra accanto a una camionetta della polizia, con le manifestanti pronte a mettersi le mani nei capelli al grido di «Chiamate un’ambulanza, fate arrivare i soccorsi!», mentre il finto ferito chiedeva che gli venisse fatto spazio per potersi rialzare perché lui, ci ha tenuto a sottolineare, non si era «fatto nulla» e desiderava «respirare». Insomma il massimo che si poteva fare in un pomeriggio (il primo, nella diciottesima settimana di protesta) di freddo intenso, durante il quale gli oceanici cortei che si snodavano lungo la città il sabato pomeriggio, sabotando i commercianti e prendendo in ostaggio un’intera città, anche grazie a una strategia vincente di ordine pubblico, sono sembrati ormai un lontano ricordo.

    Facce rabbiose e spinte anche a Roma dove per partecipare al sit-in «Liberiamo l’Italia» – che sulla carta chiamava a raccolta i No Green pass di tutta Italia – sono stati appena in 3mila a ritrovarsi al Circo Massimo, nella quasi totalità dei casi senza mascherina. Durante la protesta è apparso anche un cartello «Green pass» con le due lettere finali che riproducono i caratteri delle Ss naziste.

    Tra i manifestanti anche i gilet arancioni e l’ex generale Antonio Pappalardo, insieme con bandiere tricolori e palloncini e gli smartphone illuminati. Durante il presidio è stato denunciato dalla polizia Nicola Franzoni, leader di Onda Popolare, imprenditore di Lerici che aveva già organizzato diverse manifestazioni nella Capitale. L’uomo è stato tra i promotori del gruppo social «Marcia su Roma» contro il Green pass e i vaccini.

    A Torino, in piazza con i manifestanti anche i portuali di Genova e di Trieste. Tra i no Green pass anche Stefano Puzzer, portavoce dei portuali triestini.

    Erano meno di cento invece le persone che si sono radunate per protestare a Napoli. I manifestanti si sono ritrovati in piazza Dante ma, al contrario di una settimana prima. I rappresentanti dei movimenti hanno invitato i presenti a rispettare le distanze di sicurezza, ad esibire i documenti alle forze dell’ordine.


    Fonte originale: Leggi ora la fonte