Il Quarto Stato dal 1 maggio a Palazzo Vecchio Firenze

Apr 27, 2022

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    Dal primo maggio al 30 giugno ‘Il Quarto Stato’, capolavoro di Giuseppe Pellizza da Volpedo, sarà in mostra nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio. Simbolica l’apertura della mostra nel giorno della festa dei lavoratori, dato che ai lavoratori e al loro potere è dedicato questo enorme dipinto, che incorniciato è alto tre metri e lungo sei. Si tratta di un prestito del Comune di Milano a quello di Firenze, che ricambierà il favore. Con quali opere è ancora da stabilire ma, ha assicurato l’assessore milanese alla Cultura Tommaso Sacchi (che ha ricoperto lo stesso ruolo a Firenze), i milanesi saranno contenti di “un sistema di prestiti all’altezza”. Le possibilità sono tante dato il patrimonio fiorentino, che include capolavori di Donatello (come la Madonna dei Cordai) e di Michelangelo come il Genio della Vittoria conservato proprio nel Salone del Cinquecento. Il Quarto Stato, mai spostato da quando è stato inaugurato il Museo del Novecento nel 2010, è stata tolto dalla teca in cui era collocato, che si trova prima dell’accesso vero e proprio alla collezione permanente. E’ stata fatta una scansione 3D della tela e della cornice per accertarne lo stato di salute, è stato pulito ed imballato, fatto uscire dal museo da una finestra, poi calato in strada e caricato su un mezzo per il trasporto eccezionale di 16 metri. Il valore assicurativo per l’operazione è di 30 milioni, ma si tratta di una stima ‘di favore’ fortemente al ribasso visto che si tratta di un progetto fra due Comuni. L’ultima volta il Quarto Stato aveva lasciato Milano nel 2008 per la mostra ‘Ottocento: da Canova al Quarto Stato’ allestita alle Scuderie del Quirinale a Roma ma raramente è stato ceduto in prestito. Questo prestito sarà anche l’occasione per ripensare la sua collocazione quando farà ritorno a Milano. La teca in cui è posto si trova lungo la salita a chiocciola di accesso alla collezione, in una rientranza non illuminatissima, con a fianco l’ascensore. Dà il benvenuto ai visitatori, che hanno accesso libero anche senza il biglietto del museo ma è sacrificata. L’assessore non si è sbilanciato su dove potrebbe essere messo, dicendo che “il Quarto Stato è la prima cosa di cui parlerò con il direttore” della nuova area musei di arte moderna e contemporanea che sarà nominato “entro un mese”. Appare però certo lo spostamento della tela che per Milano ha un’importanza particolare. Fu comperato dal Comune nel 1920 grazie a una sottoscrizione popolare, in pratica fu acquistato con le donazioni dei milanesi. Venne poi messo in deposito nel periodo del fascismo per poi essere esposto dopo la guerra nella sala del Consiglio comunale dove è rimasto fino al 1980, quando è stato portato alla Galleria di Arte Moderna e infine al Museo del Novecento.


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