• “Il reddito va rafforzato”. Conte fa la vittima e attacca il centrodestra

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    Giuseppe Conte è stato tra i leader politici che questo pomeriggio si sono fatti intervistare da Bruno Vespa nel consueto appuntamento elettorale di Porta a Porta. Un’occasione che, per l’ennesima volta, il leader del Movimento 5 stelle ha colto per attaccare la coalizione di centrodestra: “Quattordici regioni sono in mano al centrodestra, che sta boicottando il reddito di cittadinanza in modo feroce. Hanno lasciato i soldi sul tavolo. C’è un attacco ideologico e politico“. Il leader del M5s è abituato a ricoprire il ruolo della vittima e non ha perso l’abitudine nemmeno in questa campagna elettorale.

    Guerra in Ucraina

    Ma Giuseppe Conte continua anche a ribattere sulla necessità di interrompere l’invio di armi all’Ucraina, minando in questo modo anche i patti Nato ed europei e ponendo l’Italia in una posizione di svantaggio a livello internazionale. “In questo momento Stati Uniti e Gran Bretagna stanno fornendo armi sofisticatissime all’Ucraina, addirittura si parla di missili a media e lunga gittata; Il carro blindato e le poche cose che può mandare l’Italia sono inutili. Io credo che ciò che debba caratterizzare l’Italia è essere protagonista. Noi stiamo seguendo la strategia anglo-americana, anche in Europa, e questa strategia prevede solo una escalation militare, non propone una via di uscita a portata di mano“. E davanti all’obiezione di Bruno Vespa, che ha sottolineato come sua necessario convincere Putin a cessare il fuoco, Giuseppe Conte ha dichiarato: “Non sono d’accordo. Nessuno può convincere Putin se non siamo prima convinti noi su un negoziato di pace. Non dico che l’Ucraina si debba difendere a mani nude, ma chiedo ‘dove ci state portando?’. Questa è una guerra, noi siamo Unione europea e l’Unione europea non sta battendo un colpo“.

    Reddito di cittadinanza

    Giuseppe Conte continua a difendere il suo baluardo, ciò che soprattutto al sud gli ha permesso di recuperare tanti voti in questa campagna elettorale: “Ci si sta accanendo molto sulle persone che sono astrattamente idonee al lavoro, ma può capitare a tutti di perdere il lavoro. Quelli che oggi fanno la guerra ai poveri sono, guarda caso, politici di lungo corso, che guadagnano 500 euro al giorno“. E ha aggiunto: “Girando l’Italia da nord a sud e toccando con mano la sofferenza e la estrema difficoltà che la gente avverte ogni giorno – non si arriva a fine ma a addirittura a metà mese- ho avuto la conferma che era assolutamente e necessario avere una svolta per uscire dalla emergenza con un progetto di cinque anni che migliori il Paese“.

    Ma nonostante tutti gli schieramenti, di centrodestra e di sinistra, ritengono necessaria una riforma del reddito di cittadinanza, Giuseppe Conte non ammette nemmeno quella: “Abbiamo già inasprito il reato per chi ha comportamenti fraudolenti. Abbiamo sottoscritto come M5s la riforma secondo cui in caso di rifiuto della prima offerta di lavoro inizia a calare l’entità del sussidio“.

    Politiche del lavoro

    Il leader del M5s ha rilanciato anche il salario minimo a Porta a porta, valutato in “almeno a 9 euro l’ora“. Una misura che si aggiungerebbe a una riduzione dell’orario di lavoro: “Partiamo da 35 ore in via sperimentale per i settori ad alto impatto tecnologico. In Italia si lavora 70mila ore di media l’anno, in Francia 50mila, altrove meno. Noi lavoriamo di più e siamo i meno produttivi“. E l’ex premier vuole recuperare i decreti dignità e ha aggiunto che “dobbiamo fare il taglio al cuneo fiscale“.


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