Il referendum sulla giustizia non passa: vota solo il 19%

Giu 12, 2022

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    I referendum sulla giustizia non sono riusciti a ottenere il primo requisito necessario, ovvero il raggiungimento del quorum (50%+1 degli aventi diritto al voto) per poter passare: il primo exit poll del consorzio Opinio Italia per la Rai riferisce che alle urne si è recato tra il 19 e il 23% degli elettori italiani. Così nessuno dei cinque quesiti ce l’ha fatta. Fin da subito si era delineato un risultato negativo: l’affluenza alle ore 12 era stata del 6,77%, mentre alle ore 19 del 14,84%.

    Un risultato basso molto simile a quello del 2009, quando votò circa il 23%. In quella occasione gli italiani erano stati chiamati a esprimersi in merito all’abrogazione della possibilità di collegamento tra liste e di attribuzione del premio di maggioranza a una coalizione di liste.

    I referendum

    Comunque c’è stata una valanga di sì da parte degli elettori che hanno espresso la propria posizione sui cinque referendu. L’exit poll fotografa questa situazione: abolizione della legge Severino sì (52-56%) e no (44-48%); limitazione della custodia cautelare sì (54-58%) e no (42-46%); separazione delle funzioni dei magistrati sì (67-71%) e no (29-33%); valutazione sull’operato dei magistrati sì (67-71%) e no (29-33%); abolizione della raccolta firme per le elezioni del Consiglio superiore della magistratura sì (66-70%) e no (30-34%).

    Le polemiche

    Nei giorni scorsi ha fatto molto discutere lo scarso spazio di informazione riservato ai referendum sulla giustizia, con i fautori del “sì” che hanno denunciato un assordante silenzio mediatico che di certo non ha favorito la partecipazione. Ma anche la finestra di un solo giorno di voto, argomento assai discusso, ha ostacolato l’affluenza. Una spinta, seppur marginale, è arrivata grazie alle elezioni amministrative: tranne in qualche caso, chi ha ritirato la scheda delle Comunali ha preso anche quella dei referendum.


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