• Il sarto di Benedetto XVI: “Da lui ho capito cos’è la fede”

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    Un ricordo personale di Benedetto XVI, un incontro, ce l’ha, ma lo custodisce per sé. “Non potrei mai fare un lavoro di questo tipo se non fossi credente”.

    Filippo Sorcinelli, originario di Mondolfo, nelle Marche, è un artista poliedrico e un organista di fama internazionale.
    Fondatore dell’atelier Lavs, Laboratorio Atelier Vesti Sacre, nel 2007 è stato chiamato dall’Ufficio delle celebrazioni liturgiche, che cura la regia delle liturgie dei pontefici, per progettare i paramenti sacri per la visita apostolica a Genova di papa Benedetto XVI. Ratzinger “con assoluta umiltà mi ha fatto capire cos’è la fede nel profondo”, dice all’ANSA.
    Sorcinelli ha progettato le vesti liturgiche per liturgia di due papi: Benedetto XVI e papa Francesco.
     

    “La nostra proposta è quella di un’accuratezza dei particolari che si rifanno agli stilemi medievali fino a toccare alcuni barlumi del Rinascimento”, spiega. L’esperienza cominciata 15 anni fa è stata “il segno del mio percorso artistico. È un onore ma anche una grande gratificazione”. Papa Benedetto XVI “è stato sempre un custode della fede e della tradizione che vanno sempre di pari passo nella Chiesa cattolica”, aggiunge. “Il suo intellettualismo altro non è che la profonda ricerca che un cristiano deve avere per vivere un’esperienza di fede salda. Chi ha a cuore la ricerca della fede non può prescindere dalle tradizioni. Un papa deve vestirsi da papa”.

    Le scarpe rosse, dalla bottega artigiana di Adriano Stefanelli, l’aver rispolverato alcuni copricapo che erano andati in disuso nel guardaroba papale hanno destato scalpore negli anni “perché Benedetto XVI è persona timida”, conclude Sorcinelli. “Anche Giovanni Paolo II ha usato le scarpe e il mantello rosso. Cose che descrivono un ruolo e una continuità nella fede e nella testimonianza anche attraverso quello che si indossa”. 


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