Il taglio al cuneo sale all’1%. Si rischia l’”effetto mancetta”

Lug 29, 2022

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Il taglio del cuneo fiscale sale a un punto percentuale, mentre l’anticipo della rivalutazione delle pensioni si restringe a tre mesi (dai sei precedenti). Sono queste le ultime novità dai lavori sul dl Aiuti bis, con il governo e il ministro dell’Economia, Daniele Franco, che stanno ragionando sui costi dei vari interventi per arrivare all’approvazione la prossima settimana. Incassato l’ok delle Camere allo scostamento da 14,3 miliardi, ora la strada dovrebbe essere in discesa con un possibile consiglio dei ministri tra martedì e giovedì per dare il varo al pacchetto. Sul provvedimento si ipotizza un esame lampo in Senato, mentre la Camera se ne occuperebbe a settembre.

Al momento, però, ci sono ipotesi di lavoro in continuo aggiustamento per il dl Aiuti bis, su un tavolo che – chiarisce il ministro del Lavoro Andrea Orlando – è «ancora aperto» e su cui «non ci sono ancora numeri definitivi».

Sul taglio del cuneo fiscale, come si accennava, si ragiona su una possibile riduzione di un punto percentuale (rispetto alla base di partenza di 0,8 punti emersa martedì) per lavoratori dipendenti con redditi fino a 35mila euro per un periodo di sei mesi. Ma quale impatto potrebbe avere un tale intervento sulle buste paga? Il Giornale si è fatto aiutare dal segretario confederale di Cisl, Giulio Romani. Il sindacato, in occasione del taglio da 0,8% al cuneo fiscale già adottato in precedenza dal governo, aveva stimato un beneficio medio da 34 euro annuale per i redditi fino a 8mila euro, da 119,50 annui per quelli tra 8mila e 20mila, di 190 per chi guadagna tra 20 e 25mila euro. Gli effetti più consistenti erano arrivati per i redditi più elevati tra 25 e 30mila e 30 e 35mila, rispettivamente di 230 e 276 euro medi. Il beneficio massimo era stato 297 euro. Prendendo queste stime, e considerando che verrebbero adottate per sei mesi, si dovrebbe dividerle a metà per ottenere l’impatto sulle buste paga con il nuovo taglio. Ovviamente, le cifre sarebbero da maggiorare leggermente in caso di taglio del cuneo all’1% e, precisa il segretario confederale Cisl, al momento non si sa ancora quanto effettivamente sarà l’importo della decontribuzione.
È anche da vedere, inoltre, se si tratterà di una misura strutturale o straordinaria.

Mentre per quanto riguarda la rivalutazione delle pensioni prevista da gennaio 2023, l’ipotesi è di anticiparne, in parte, l’effetto di tre mesi, anziché sei come emerso in precedenza. Le nuove proposte su pensioni e cuneo fiscale si stima possano costare insieme circa 6 miliardi. Ma c’è anche altro sul piatto: confermato il pacchetto energia, con la proroga fino a fine anno della misura taglia-bollette (in scadenza a fine settembre), dei crediti di imposta per le imprese e dello sconto benzina (che dovrebbe essere esteso dal 21 agosto fino a fine ottobre per un costo di poco più di 2 miliardi, più difficile la proroga fino a fine anno). Per il bonus da 200 euro è prevista solo l’estensione ai lavoratori che non l’hanno avuto con la busta paga di luglio (agricoli, precari e somministrati): misura da circa 25 milioni. Sembra invece tramontato il taglio dell’Iva. Potrebbe essere estesa l’estensione della tassa sugli extraprofitti anche alle multinazionali della logistica e dell’economia digitale. Infine, in arrivo alcune misure sul fronte della siccità.


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