Il Tar boccia tachipirina e vigile attesa. Fdi: “Pietra tombale su Speranza”

Gen 15, 2022

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    Prima il burocratese. Il Tar ha accolto il ricorso dei medici del Comitato Cura Domiciliare, disponendo l’annullamento delle linee guida dell’Aifa che erano state diffuse dal ministero della Salute “nella parte in cui, anziché dare indicazioni valide sulle terapie da adottare a domicilio, prevedono un lungo elenco di terapie da non adottare, divieto che non corrisponde all’esperienza diretta maturata dai ricorrenti”. Nello specifico, il Tar ribalta la parte di circolare che prevede, nei primi giorni di malattia, una “vigilante attesa e somministrazione di fans e paracetamolo e di non utilizzo di tutti i farmaci generalmente utilizzati per i pazienti affetti da Covid”.

    Secondo il Tar, il contenuto della nota ministeriale “contrasta con la richiesta professionalità del medico e con la sua deontologia professionale imponendo, anzi impedendo, l’utilizzo di terapie eventualmnente ritenute idonee ed efficaci al contrasto con la malattia Covid-19 come avviene per ogni attività terapeutica”.

    In soldoni: il Tar “libera” i medici dalle stringenti linee guida del ministero della Salute, Roberto Speranza, e dà loro facoltà di curare i pazienti nel modo in cui ritengono più opportuno.

    Sia chiaro, una terapia standard per curare il Covid ancora non c’è, ma le linee stringenti del ministro legavano le mani ai medici. Anche per questo, Claudio Circelli, presidente della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (Simg), ha commentato così, in un’intervista all’Ansa?, la notizia della decisione del Tar: “Ha ragione quando ribadisce la libertà del medico di poter prescrivere i farmaci necessari, tuttavia nella prescrizione dei farmaci il medico deve attenersi alle raccomandazioni presenti e alle buone pratiche cliniche che obbligano a prescrivere in una prima fase farmaci sintomatici e non altri medicinali come antibiotici, anticoagulanti e cortisonici che vanno prescritti in caso di peggioramento e ricovero ospedaliero”. Per quanto riguarda la “vigilante attesa”, il presidente della Simg spiega che “è un concetto utilizzato in medicina che indica uno stato di osservazione attiva in cui il medico aspetta di vedere se c’è un’evoluzione peggiorativa dei sintomi. Non significa non somministrare farmaci se il medico ritiene che siano utili, ma non è neanche scontato che i farmaci vadano somministrati”.

    Nei giorni scorsi, in un’intervista al Corriere della Sera, Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, aveva parlato di “due lavori scientifici che derivano dal nostro gruppo di ricerca (che) dimostrano che l’impiego di antinfiammatori non steroidei utilizzati ai primi sintomi della malattia riduce del 90% l’evoluzione verso le forme gravi e l’ospedalizzazione. Entrambi gli studi hanno dei limiti e manca ancora la prova definitiva”. In compenso, proseguiva il professore, la il paracetamolo, principio attivo della tachipirina, potrebbe risultare controproducente in quanto “consuma il glutatione che è un antiossidante molto potente. Proprio in questi giorni è uscito uno studio che mostra che i pazienti con Covid hanno uno stress ossidativo importante, probabilmente responsabile del danno infiammatorio polmonare, associato a deficit di glutatione e si è visto che questo deficit aumenta con l’età”.

    Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, ha così commentato la notizia: “Dopo due anni di fallimenti conclamati la sentenza del Tar del Lazio mette una pietra tombale sull’operato del Ministro Speranza, che ha la grande responsabilità di non aver mai voluto ascoltare le numerosissime esperienze cliniche portate dai medici di base. È chiaro che Speranza non può rimanere un minuto di più, Mario Draghi e le forze di maggioranza prendano atto del fallimento“.


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