Il “texano” che vuol portare gli Usa in provincia di Torino

Set 30, 2021

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    Importare un microcosmo statunitense in provincia di Torino può sembrare utopistico, ma Ludovico Seppilli, uno dei più giovani candidati a sindaco della Regione Piemonte, ci crede. Sarà forse per via di quei suoi continui legami con gli States e con il mondo repubblicano, ma l’esponente politico, che è espressione di Forza Italia e che a Pino torinese si presenta tuttavia con una civica, è tutto fuorché uno sprovveduto.

    A partire dalle interlocuzioni avviate negli anni: dalla Heritage Foundation alla Fondazione Stand for America di Nikky Halley, che è una di quelle pronta a scendere in campo per la Casa Bianca al prossimo giro elettorale. Una repubblicana, per intenderci, che gli addetti ai lavori quotano sin troppo bassa per il dopo Donald Trump. E questa, almeno, sembra la speranza del leader di “Vivi Pino”, la lista che punta a far parlare di sé dal quattro ottobre sera in poi.

    Il luogo in cui Seppilli opera ha qualche particolarità: Pino torinese è uno dei pochi comuni italiani a poter vantare un planetario ed un osservatorio. Per questo, senza troppi fronzoli, il giovane forzista ha insistito affinché nel programma elettorale venisse inserito il gemellaggio tra la sua cittadina e Cape Canaveral, che è lo spicchio di Florida dove ha sede il Kennedy Space Center della Nasa. Il programma Apollo, per capirci, è nato da quelle che parti.

    Senza badare troppo all’internazionalismo, a Seppilli basterebbe che Pino torinese divenisse sinergica, ma per davvero, con i distretti dello spazio del capoluogo di Regione Torino. Sarebbe vantaggioso – dice – pure per il turismo scientifico, che forse in Italia non è troppo conosciuto ma che banale come fenomeno non è ed anzi è di alto profilo. Qualche giorno fa è stato il governatore piemontese Alberto Cirio, che è a sua volta di Forza Italia, a recarsi a Pino torinese in virtù della campagna elettorale: c’è un’unità d’intenti tra il basso e l’alto delle istituzioni, e questo lascia ben sperare per le prospettive di un comune che conta circa 8mila abitanti ma che ragiona da cittadina navigata.

    Dicevamo della politica. La narrativa, a questo punto, prende due direzioni differenti: una riguarda la battaglia territoriale per scacciare i benpensanti dal Piemonte e da Torino una volta per tutte, dunque l’esperienza da consigliere comunale ed il coordinamento regionale dei giovani di Forza Italia, l’altra ancora gli Stati Uniti, con il lavoro della componente del tavolo Esteri di Forza Italia giovani, un organo di cui Seppilli fa parte, e la delega ai rapporti con i Young Republicans, sempre sulla scia dell’atlantismo che accompagna tutta questa vicenda.

    Come se non bastasse, il candidato a primo cittadino, che ha appena trent’anni, si è inventato anche un podcast che è ascoltabile su Spotify: si chiama “American Pie” e riguarda l’attualità politica negli Stati Uniti. In una certa misura, si direbbe una fissazione o comunque una passione pronunciata. E poi l’ospitata della Fondazione Americans for Tax Reform – ci tiene ad aggiungere Ludovico Seppilli, che tra le sue esperienze annovera pure l’attività svolta al fianco di Maurizio Lupi, all’epoca capogruppo presso la Camera dei deputati – al fine di presentare le attività di sensibilizzazione pro Usa messe in campo nel Belpaese. Si direbbe un texano in provincia di Torino, per farla breve.

    Però in quelle zone può non essere semplice fare del liberalismo un paradigma: “Noi ci candidiamo per portare una ventata di freschezza di cui Pino torinese ha un bisogno assoluto – premette Seppilli a IlGiornale.it – . Non è più rinviabile. Hanno detto in lungo ed in largo di essere quelli attenti al sociale ed alle esigenze dei più anziani ma in verità siamo molto indietro su entrambi i fronti”. Il candidato sindaco non è fa tanto una questione di parte, che in un contesto di quel tipo diviene relativa, ma di atteggiamento amministrativo nel suo complesso.

    Il forzista dichiara di essere “vicino” all’ambasciatore americano Lewis Michael Eisenberg. E l’America da fissazione che era diventa quasi un biglietto da visita. Prima di ogni altro step, però, c’è la contesa di Pino torinese, dove non sarà semplice spuntarla: Ludovico Seppilli si è già candidato nel 2016, quando ha raccolto il 20% dei consensi. La novità principale del 2021 sta nell’aver riunificato l’opposizione. Qualche elemento per un esito differente da quello di cinque anni fa, insomma, esiste. Ma saranno gli elettori a scegliere. Una delle due opzioni prevede molto americanismo: su questo ci sono pochi dubbi.


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