Improta, hanno capito che noi persone perbene

Giu 10, 2022

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    (ANSA) – PERUGIA, 10 GIU – E’ stata una serata trascorsa in
    famiglia, in cui l’ansia e la tensione hanno fatto spazio alla “serenità” data dalla consapevolezza che “la Corte d’appello di
    Perugia ha capito di avere a che fare con persone perbene”
    quella trascorsa giovedì sera dall’ex dirigente dell’ufficio
    immigrazione della questura di Roma Maurizio Improta, dopo la
    piena assoluzione (insieme all’ex capo della squadra mobile
    romana, Renato Cortese e altri cinque imputati) per la vicenda
    legata all’espulsione di Alma Shalabayeva e della figlia Alua.
        “Mi hanno detto che le sentenze vanno rispettate e ho rispettato
    quella di primo grado. Adesso rispettiamo la sentenza di secondo
    grado” ha aggiunto.
        Improta, dopo aver lasciato Perugia insieme al suo avvocato
    Bruno Andò e al figlio Simone, ha raggiunto il resto della
    famiglia. Insieme hanno festeggiato con un torta. “Una grande
    soddisfazione – ha detto oggi parlando con l’ANSA – perché i
    giudici di Perugia hanno studiato gli atti, le testimonianze e
    si sono attenuti ai fatti. Questo mi restituisce meno ansia,
    respiro meglio. Ero sereno anche prima ma era una serenità per
    andare avanti e reggere l’urto della vicenda. È una sensazione
    piacevole che mi stimola a guardare avanti”. (ANSA).
       


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