Inchiesta Gdf, ‘centinaia braccianti sfruttati in Maremma’

Mag 4, 2022

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    (ANSA) – PIOMBINO (LIVORNO), 04 MAG – Tre aziende agricole
    della Costa degli Etruschi, in Maremma, tra Livorno e Grosseto
    avrebbero impiegato centinaia di lavoratori, italiani e
    stranieri, in ‘nero’, per 15/16 ore di media al giorno a fronte
    di una paga di 2,5 euro l’ora, con ferie difficilmente concesse
    e non retribuite, e con minacce di licenziamento e aggressioni
    verbali. Queste “le opprimenti condizioni di lavoro, cui
    sarebbero stati sottoposti braccianti agricoli”, emerse da
    un’inchiesta della Guardia di finanza. Intermediazione illecita
    e sfruttamento del lavoro i reati per i quali i 3 responsabili
    delle aziende, spiega la Gdf in una nota, sono stati deferiti.
        L’inchiesta, condotta dalle fiamme gialle di Piombino e
    coordinata dalla procura livornese, è iniziata nel luglio 2019.
        I tre imprenditori, spiega sempre la Gdf, ricevuti gli avvisi di
    garanzia, “hanno immediatamente proceduto al pagamento delle
    sanzioni amministrative nel frattempo già contestate da Gdf e
    Inps, versando nelle casse dell’Erario circa 5.800.000 euro”:
    gli indagati si sarebbero resi responsabili “delle violazioni
    amministrative in materia di lavoro riferibili a 854 rapporti di
    impiego, con l’applicazione di 571 distinte maxi sanzioni per
    lavoratori completamente ‘in nero’ nonché di ulteriori 283
    sanzioni per infedeli registrazioni sul Libro unico del lavoro”.
        I tre titolari delle aziende, oltre a impiegare senza “contratto
    né copertura previdenziale e assicurativa” i braccianti,
    avrebbero inoltre “costretto diversi lavoratori, per lo più
    stranieri, a vivere in affitto in un casolare abusivo sugli
    stessi terreni delle aziende agricole, in condizioni
    igienico-sanitarie precarie”, senza riscaldamento e allaccio
    alla rete idrica e senza acqua potabile, con il costo
    dell’affitto decurtato dalla paga. (ANSA).
       


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