• India: la Corte Suprema libera gli assassini di Rajiv Gandhi

    Condividi l'articolo

    Con una decisione destinata a suscitare ampie polemiche, la Corte Suprema indiana ha autorizzato la liberazione di tutti e sei i condannati all’ergastolo per l’assassinio di Rajiv Gandhi, ucciso nell’attacco suicida di una terrorista Tamil nel 1991. Lo riporta l’agenzia di stampa Pti. I condannati hanno scontato 30 anni di carcere.
        La Corte era stata chiamata a decidere sulla richiesta di liberazione presentata da Nalini Srihan e R P Ravichandran, ma i giudici hanno deciso di allargare la concessione anche agli altri quattro.

    “È estremamente deplorevole che la Corte Suprema non abbia agito su questo tema in sintonia con il sentire indiano”: con queste parole il partito del Congresso ha reagito alla decisione della Corte Suprema di liberare i sei condannati per l’assassinio del premier Rajiv Gandhi, marito di Sonia, ucciso nel 1991 da una terrorista suicida. Il comunicato emesso dal portavoce del partito Jairam Ramesh prosegue affermando che “il Congresso critica la scelta e la trova del tutto inammissibile”. I sei erano stati condannati all’ergastolo 30 anni fa per avere organizzato assieme alla suicida Dhanu, l’attentato che portò alla morte dell’allora premier, durante una manifestazione elettorale in Tamil Nadu.


    Fonte originale: Leggi ora la fonte