“Intervista a Lavrov? Grande colpo giornalistico”. E Formigli bacchetta Mentana

Mag 5, 2022

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    Corrado Formigli bacchetta Enrico Mentana. Il motivo dello scontro è il dare spazio o meno ospiti ritenuti vicini alle posizioni di Putin. Il conduttore di Piazzapulita, sulle colonne del quotidiano “La Repubblica”, replica al fondatore del Tg5 e adesso suo collega, che qualche giorno fa si era“onorato” di non invitare durante il suo approfondimento chi sostiene o giustifica l’invasione russa in Ucraina.

    Non la pensa, però, allo stesso modo Formigli, che si è dichiarato addirittura disponibile a intervistare lo Zar qualora fosse possibile. Il giornalista difende Giuseppe Brindisi, conduttore di Zona Bianca. Per il volto noto della tv la tanto discussa intervista al ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov è stato “un grande colpo giornalistico”.

    L’unica accusa al collega di Mediaset è solo quella di aver fatto poche domande scomode. L’anchorman di Piazzapulita, però, non è d’accordo con chi sostiene che sia sbagliato dare spazio sul conflitto a voci che sostengono quanto diffuso dal Cremlino: “Se avessi potuto – ribadisce Formigli – avrei intervistato anche Bin Laden. E se fossi vissuto nella seconda guerra mondiale pure Hitler”. Per l’esperto cronista, dichiaratosi pacifista sin dal primo istante, per arrivare alla fine della guerra bisogna percorrere molte strade e in tal senso “una pluralità di voci può aiutare a trovarle”.

    Discorso diverso, invece, è fare da megafono a qualunque tesi. Ecco perché Formigli non risparmia Mentana, che a parole si dice “onorato” di non invitare ospiti che simpatizzano per Mosca e poi lascia passare sul tg di La7, di cui è direttore, contenuti che invece ascoltano pure l’altra faccia della medaglia. Il riferimento è all’intervista realizzata da Cristiana Amanpour, nota giornalista britannica, a Peskov, portavoce di Putin.

    Bersaglio di Formigli, però, non è il solo rivale di rete, ma anche la Rai. Secondo il conduttore è sbagliato imporre delle regole: “Sono grottesche. Chi le decide? Il politico di turno? Allora sì che diventiamo come la Russia”.


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