• Kiev al buio, salta il piano di emergenza per l’elettricità

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    Salta il piano sull’orario delle interruzioni dell’elettricità nella capitale e nella regione di Kiev a causa dell’elevato consumo di corrente dovuto specialmente al freddo. Oggi “nella capitale sono stati applicati arresti dell’elettricità di emergenza. I programmi sono temporaneamente sospesi fino a quando la situazione non si sarà stabilizzata”, ha affermato l’operatore elettrico ucraino Ukrenergo. L’amministrazione ha spiegato che “attualmente, il consumo di elettricità è aumentato in modo significativo nella regione di Kiev. Al fine di evitare incidenti di massa, ci sono interruzioni di emergenza”, riporta Espreso tv.

     Il Cremlino intanto fa sapere di “voler raggiungere i suoi obiettivi”, e che “li raggiungerà”. Però precisa, tramite il suo portavoce Dmitry Peskov: citato dalle agenzie russe. il fine dell’operazione militare russa, non è provocare un cambio di regime in Ucraina.

    In queste stesse ore “l’esercito russo sta bombardando Kherson, liberata 10 giorni fa, sono state colpite infrastrutture civili. Ci sono feriti tra la popolazione”, rende noto il vicepresidente del consiglio regionale Yuriy Sobolevsky, come riporta Unian. La pubblicazione “Suspilne Kherson” ha riferito di una serie di esplosioni nella città a cominciare dalle 11 di questa mattina.

    Mosca ieri avrebbe colpito “l’Est dell’Ucraina per 400 volte. Le battaglie più feroci sono in corso nella regione di Donetsk. Nel Sud del Paese stiamo mantenendo la difesa, stiamo distruggendo in modo coerente e calcolato il potenziale degli occupanti”. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un messaggio video su Facebook.

    I bombardamenti sulla centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia

    Sono avvenute anche alcune esplosioni vicino ai reattori della centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia, scrive l’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) sul suo sito riportando le parole del Dg Rafael Grossi riferendosi ai bombardamenti di due giorni fa e di ieri nell’area dell’impianto nucleare più grande dì’Europa. “Anche se non c’è stato un impatto diretto sui principali sistemi di sicurezza nucleare dell’impianto, i bombardamenti si sono avvicinati pericolosamente ad essi. Stiamo parlando di metri, non di chilometri”, ha detto Grossi, sottolineando che le esplosioni sono state tra le più intense degli ultimi mesi.

    Il direttore generale annuncia intanto una valutazione di impatto da parte di esperti sul sito, dopo una consultazione con i leader mondiali.

    “Il bombardamento su Zaporizhzhia è la tattica russa per interrompere le forniture di energia agli ucraini, gli attacchi durante il fine settimana equivalgono a una campagna genocida per privare i cittadini dell’elettricità e far congelare gli ucraini fino a che muoiono – ha dichiarato il consigliere del Ministero della Difesa ucraino Yuriy Sak al programma Today di Bbc Radio 4 – Poichè i russi non stanno ottenendo nulla sul campo di battaglia, stanno cercando disperatamente un modo per ottenere quella che chiamano una pausa operativa. Ma da parte nostra non ci sarà alcuna pausa”.

    La Russia però ribalta le responsabilità e chiede a tutti i Paesi di usare la loro influenza per convincere “l’esercito ucraino a smettere di bombardare la centrale nucleare di Zaporizhzhia“. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, Sergej Shoigu, le forze ucraine hanno ripreso i bombardamenti sulla centrale, controllata e gestita dai russi, dopo una tregua di due mesi, e tra sabato e domenica hanno colpito l’impianto con 25 proiettili di artiglieria. Uno di questi si è abbattuto sul tetto dell’Edificio speciale numero 2, dove è stoccato combustibile nucleare. Nell’area, tuttavia, la radioattività rimane a livelli normali. 

    Il fronte

    Una base militare russa è stata poi distrutta da un’esplosione nel distretto di Melitopol, sempre nella regione di Zaporizhzhia: lo rende noto il sindaco in esilio della città Ivan Fedorov spiegando che l’attacco è avvenuto ieri sera nell’insediamento di Veselomy, come riporta Unian. L’edificio ospitava il personale e l’equipaggiamento militare delle truppe russe, ha aggiunto Fedorov.

    Anche Nikopol è stata colpita nella notte con missili e artiglieria  Il distretto di Nikopol, nella regione orientale di Dnipropetrovsk, è stato attaccato per sei volte nella notte dall’esercito russo con missili e artiglieria: ha reso noto Valentyn Reznichenko, capo dell’Amministrazione militare regionale, citato da Ukrinform. “Sei colpi durante la notte. I russi hanno nuovamente terrorizzato il distretto di Nikopol con missili e artiglieria pesante. Hanno colpito tre comunità – Nikopol, Marhanets e Myrove. Sono stati sparati quasi 60 proiettili”, ha dichiarato Reznichenko.
       


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