La carica dei 261 “contro” Speranza

Ago 3, 2022

Condividi l'articolo

Articolo Uno, il partito capeggiato da Roberto Speranza, vive una frattura profonda tra l’alto della dirigenza ed il basso della militanza territoriale. 261 persone hanno sottoscritto un comunicato che prende le distanze dalla linea attuale e che suggerisce un altro schema in vista delle politiche: «Riteniamo profondamente sbagliata e politicamente incomprensibile, la posizione del Pd di escludere dall’alleanza politico-elettorale e dal fronte progressista il Movimento 5 Stelle». Il primo punto sollevato riguarda la rottura dell’asse con i grillini. Speranza è stato del resto il trait d’union tra Giuseppe Conte ed i dem sin dai tempi del governo giallorosso, e ora i dirigenti ed i militanti di Artico Uno si chiedono il perché della scelta esclusivista in favore del Nazareno. Il vertice di Dicastero ha provato a mediare con Conte anche durante le ore chiave della crisi del governo di Mario Draghi. Il leader grillino e quello di Articolo Uno hanno rappresentato un duo ideologico. Un binomio legato dall’espressione «agenda sociale». Ora ci si chiede come mai quella strada debba essere abbandonata, pure pensando al ruolo di ospite speciale che Conte ha ricoperto durante l’ultimo congresso della formazione di sinistra: era appena aprile scorso.

La seconda parte del comunicato verte sulle candidature e sulla lista che il Pd ha intenzione di comporre: i 261 sono contrari al listone unico e non hanno intenzione di confluire. Dopo le elezioni, i dem andranno a congresso: è quello il momento individuato per il rientro della «Ditta», Articolo Uno compreso. Ma non tutti ci stanno. Forse è anche per questo che dal Nazareno hanno iniziato a lanciare segnali rassicuranti: quattro candidature pugliesi, stando a quello che abbiamo raccolto, sarebbero vicine ad essere assecondate dal partito di Letta. Si tratta dei nomi avanzati dalla segreteria regionale del partito di Speranza: l’epidemiologo Pier Luigi Lopalco, l’avvocato Adalisa Campanelli, l’ex sindaco Adriano Merico e Francesca Irpinia, che fa parte della direzione nazionale del partito. Intanto però una certa spaccatura emerge in Sicilia, dove buona parte del gruppo dirigente vorrebbe evitare che il centrosinistra si dividesse a metà tra i sostenitori della candidata dem Caterina Chinnici e chi, invece, potrebbe decidere di prendere un sentiero sgombro dall’intesa con il Pd, grillini in testa. Il destino di quel che è rimasto della sinistra italiana rimane confuso. Di certo sta emergendo il malcontento di chi non si aspettava che Speranza si schiacciasse cosi sul Nazareno.


Fonte originale: Leggi ora la fonte