“La coalizione è forte. Lo dirà anche il voto”

Ott 3, 2021

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    Come nel febbraio del 2020, quando Jole Santelli stravinse, il centrodestra sembra in largo vantaggio, con un candidato espresso da Forza Italia. Roberto Occhiuto, si ripeterà quel risultato?

    «C’è un clima molto positivo e un grande entusiasmo intorno a noi. Siamo ottimisti: ci aspetta una vittoria importante».

    Viste le ultime battute di campagna elettorale, il centrodestra sembra attraversare un momento di difficoltà. Lunedì quella calabrese potrebbe essere la sola nota lieta?

    «In Calabria conseguiremo un grande risultato, ma poi andremo al ballottaggio in tutte le grandi città. E al secondo turno tutto può succedere».

    Che cosa sta succedendo al centrodestra? A inizio campagna elettorale sembrava destinato a raccogliere il massimo. Come giudica il dibattito interno alla Lega?

    «Non commento le vicende che riguardano altri partiti. Il centrodestra è una coalizione forte e – al di là delle amministrative, elezioni sempre complicate per la nostra parte politica – rappresenta la maggioranza degli italiani. Quando si tornerà a votare per le politiche saremo noi a vincere e ad andare a Palazzo Chigi».

    È vero che il sovranismo ha perso presa nell’elettorato?

    «Il governo Draghi, era logico fosse così, ha cambiato alcuni equilibri in campo. Forza Italia e Lega hanno accettato la sfida del governo, e per guidare un Paese serve pragmatismo, buon senso, responsabilità».

    Al termine di questo suo intenso tour elettorale calabrese, che Regione ha trovato?

    «Una Regione straordinaria, con tanti problemi, ma con tanta voglia di riscatto. Ho deciso di candidarmi, lasciando il mio ruolo nazionale di capogruppo, per lasciare il segno e cambiare questa terra. Una terra desiderosa di opportunità e di pari dignità».

    Quali saranno i primi dossier che aprirà in caso di elezione?

    «La sanità è la prima emergenza. Stop al commissariamento, la gestione dovrà tornare ai calabresi. Poi affronterò da subito i dossier lavoro, rifiuti, risorse idriche e digitalizzazione».

    La santità calabrese è descritta come se fosse all’anno zero. Da dove partirebbe per rimetterla in sesto? Più urgente risolvere la carenza di personale o l’inadeguatezza delle strutture?

    «La sanità della Regione va riformata. Va ripianato il debito e vanno avviati investimenti, soprattutto per la medicina del territorio, per i poliambulatori. E poi abbiamo bisogno di assunzioni a tempo indeterminato, così come avviene nel resto del Paese, per riorganizzare la rete ospedaliera e in sistema delle emergenze».

    Quali infrastrutture sono più urgenti per la Regione? È possibile rilanciare anche il porto di Gioia Tauro?

    «La statale Jonica deve diventare tutta a quattro corsie. Vanno valorizzati gli aeroporti e i porti. E Gioia Tauro deve diventare il primo porto commerciale del Mediterraneo».

    Il turismo di una delle Regioni più belle d’Italia può essere migliorato? Da dove partirebbe? Come conciliare la ricettività con la sostenibilità e la cura del territorio?

    «Per attrarre turisti servono infrastrutture, servizi e marketing territoriale. Abbiamo giacimenti naturali e culturali che il mondo ci invidia e li valorizzeremo al massimo. E poi mi impegnerò personalmente per la salute del mare: basta con scarichi abusivi e depuratori fuori controllo».


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