La corsa per la guida di Rimini è a sei

Set 27, 2021

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    Sui tabelloni elettorali – che punteggiano qua e là i viali cittadini e il Lungomare – quella per guidare Rimini nei prossimi cinque anni, appare come una corsa a sei. Tanti – infatti – sono i candidati alla successione di Andrea Gnassi, sindaco Dem giunto al termine dei suo secondo mandato. Eppure – nonostante i numeri ineccepibili – la sfida per lo scranno di Palazzo Garampi, sede del Comune, sembra essere un ‘affare’ per un paio di duellanti – gli alfieri del centrosinistra e del centrodestra: l’assessore alla Sicurezza e Attività Economiche, Jamil Sadegholvaad e Enzo Ceccarelli, già sindaco di Bellaria – e un terzo incomodo, decisamente inaspettato. L’ex vicesindaca della Giunta Gnassi, Gloria Lisi, è scesa in campo a sorpresa – sostenuta da liste civiche e Movimento 5 Stelle – passando da responsabile della campagna elettorale di Sadegholvaad a suo sfidante.

    Una trama alla ‘House of Cards’, in salsa romagnola, quella che conduce alle Comunali di ottobre quando Rimini potrebbe ritrovarsi per la prima volta – con una eco un po’ londinese – con un sindaco, Sadegholvaad di mamma romagnola e papà iraniano (e compagna brasiliana); per la prima volta con un sindaco donna e, per la prima volta, con un sindaco di centrodestra.

    Per dieci anni assessore della Giunta Gnassi, Sadegholvaad – che al momento del suo ingresso nella corsa a primo cittadino si era definito “quello con il cognome strano” prima di lasciare solo il nome Jamil sui manifesti elettorali – è il candidato del centrosinistra, sostenuto da una ampia coalizione che va dal Pd alla Lista Jamil fino a Rimini Coraggiosa, Rimini Futura e Verdi. Una candidatura da condividere con la vicesindaca designata, Chiara Bellini: ticket elettorale frutto di una mediazione, dopo settimane di aspra battaglia, tra le due anime del Pd riminese, escogitato per evitare primarie ‘fratricide’ tra lo stesso Sadegholvaad e Emma Petitti, attuale presidente dell’Assemblea Legislativa dell’Emilia-Romagna, anch’ella decisa a marciare su Palazzo Garampi, prima di convergere, dopo giorni e giorni di dibattito infuocato, sull’assessore gnassiano.

    Che, nel perimetro del centrosinistra, dovrà vedersela con l’ex compagna di Giunta ed ex vicesindaca, Gloria Lisi, passata – in quattro e quattr’otto – dal ruolo di responsabile della campagna elettorale di Sadegholvaad, a quello di ‘competitor’ alle urne con il sostegno di cinque liste civiche e del Movimento 5 Stelle. Un abbraccio, quello con i pentastellati, ‘benedetto’ anche dall’ex premier e guida del Movimento Giuseppe Conte, in un paio di recenti visite elettorali sotto l’Arco d’Augusto. Per non lasciare nulla al caso, a condurre la campagna elettorale di Lisi, è stato chiamato un affermato ‘guru’ della comunicazione, protagonista della ‘storica’ vittoria del centrodestra alle ultime elezioni comunali di Riccione, strappata per la prima volta al centrosinistra.

    Exploit che il centrodestra punta a replicare a Rimini – visto il successo riportato alle ultime regionali con la coalizione a primeggiare in provincia – grazie alla leadership di Enzo Ceccarelli, sindaco della vicina Bellaria, fino al 2019, per due mandati. Una figura esperta di governo cittadino, ‘caldeggiata’ a lungo dalla Lega, riuscita a convincere, dopo un lungo dibattito, gli alleati di Forza Italia e Fratelli d’Italia. Già alle scorse comunali riminesi il centrodestra aveva puntato su un ‘forestiero’, il riccionese Marzio Pecci, esponente leghista e attuale capogruppo del Carroccio in consiglio comunale.

    Oltre a Sadegholvaad, Lisi e Ceccarelli, in lizza per il ruolo di sindaco anche Mario Erbetta, consigliere comunale uscente e candidato da Rinascita Civica; Sergio Valentini in corsa per la lista “Rimini in comune. Diritti a sinistra” e Matteo Angelini candidato di ‘3V Libertà Verità’, movimento che ha una posizione critica sui vaccini, un tema molto sentito nel Riminese, costantemente tra i territori emiliano-romagnoli con i dati più contenuti in ambito vaccinale non solo anti-Covid.


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