“La Costituzione si difende in altro modo”. Conte a gamba tesa su Letta

Ago 6, 2022

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Escluso dal grande gruppo di Letta, Giuseppe Conte sembra incarnare alla perfezione la volpe che non arriva all’uva. Dopo la comunicazione da parte del segretario dem dell’accordo siglato con Luigi Di Maio e con Nicola Fratoianni, il leader di quel che resta del Movimento 5 stelle non sembra averla presa troppo bene: “Difendere la Costituzione vuol dire avere idee chiare, non fare ammucchiate e spartizione di collegi elettorali e posti“. Così Giuseppe Conte ha commentato su Facebook il nuovo accordo. Costretto a correre da solo, senza avere alcuna possibilità di entrare a far parte della prossima squadra di governo, il leader del M5s sembra piuttosto contrariato.

E così, Giuseppe Conte, sale in cattedra e cerca di dare lezioni di politica al Partito democratico, all’ammucchiata e a Enrico Letta, che l’ha escluso a priori dall’alleanza per aver fatto cadere Mario Draghi. E così l’avvocato foggiano, in relazione a una presunta necessità di dover difendere la Costituzione, spiega che “vuol dire difendere la dignità del lavoro, tutelare l’ambiente e la biodiversità, investire nella sanità e nell’istruzione, proteggere i cittadini non garantiti, il ceto medio che si impoverisce, le piccole imprese, le partite Iva“. Conte sembra credere in quel che dice e aggiunge: “La Costituzione si difende introducendo il salario minimo a 9 euro l’ora, contrastando la precarietà, intervenendo per i giovani che non possono comprare casa, investendo sulla medicina territoriale e sulla sanità pubblica, sulle rinnovabili e non sulle trivelle e sugli inceneritori. Queste sono le nostre idee e le porteremo avanti a oltranza, costi quel che costi. Sono tutte cose che la coalizione di destra non vuole fare“.

L’esclusione dall’ammucchiata pare sia vissuta come un vero smacco dal leader del Movimento 5 stelle, che nella sua filippica sul perché le ammucchiate non siano ciò che serve all’Italia (ma solo perché lui è stato escluso) prosegue: “Sono tutte cose che le ammucchiate che si prospettano da Calenda a Letta a Gelmini non possono fare. Spiace per militanti e per intere comunità politiche che hanno alle spalle storie illustri, costellate da nobili battaglie per i diritti civili e per le questioni sociali. Queste idee, queste storie io le rispetto profondamente, ma bisogna prendere atto che in queste ore vengono scavalcate da decisioni verticistiche che non offrono nessuna plausibile prospettiva politica“. E quindi, nel tentativo di attirare voti al M5s alla deriva, conclude: “Ai cittadini noi proponiamo un’idea chiara di Paese. Noi ci siamo. Per chi vuole stare dalla parte giusta“.


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