La figurina che manca è la sua

Ago 2, 2022

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Da oggi in tutte le edicole il grande album di figurine degli zombi! È la nuova trovata di Beppe Grillo, e gli zombi sarebbero coloro che hanno lasciato il M5S. A cominciare da Di Maio, che ha fondato Insieme per il futuro (era meglio per il congiuntivo), anche perché dopo il mandato zero inventarsene uno meno uno era troppo.

Insomma, un album che sarebbe una lista di proscrizione, l’ennesima pagliacciata che fa ridere solo Grillo (spero, almeno dà un senso comico al suo essere un comico). E sì che ne abbiamo viste tante, la prima delle quali fu un incontro in streaming con Bersani e Grillo che gli urlava «mai col Pd, mai con gli zombi!». Dopo si è visto come è andata, gli zombi si sono dezombizzati in fretta, si sono presi anche le auto blu, le dirette streaming finite. C’è da dire che Grillo ha la fissazione degli zombi, voleva mettere giovani presi dalla rete (tutti incompetenti, cosa ti aspetti se selezioni così) contro gli zombi, e ora sono diventati zombi anche loro.

Il punto è che, zombi a parte, non ho mai capito cosa faccia Grillo in politica, cosa sia, perché ci sia, che funzione abbia. Ogni tanto salta fuori: Grillo ha detto, Grillo ha fatto, Grillo ha epurato, Grillo ha nominato, Grillo ha lanciato un anatema, attenti che Grillo viene a Roma (paura). Grillo è il marchese del Grillo, il marchese di sé stesso che nomina uno sconosciuto avvocato come eccellente rappresentante del movimento, il Conte del Grillo, per poi dire è un imbecille, per poi riabilitarlo, per poi riabilitarlo a metà, senza mai che gli vengano dubbi su stesso.

Se chiedi in giro cos’è esattamente Grillo nessuno te lo sa dire, all’estero vaglielo a spiegare. Un segretario di partito? No, perché è un movimento. Ma un movimento eletto in Parlamento non è un partito? Fatto sta che Grillo è lì, nella sua villa, un guru, un paraguro, un vate, un water, uno che prima ha inventato i Vaffaday e l’antipolitica, e adesso bandisce gli stessi improvvisati che ha fatto eleggere lui. Cosa credeva facessero? Come il

famoso venditore di bibite, si ritrovano deputati e ministri con privilegi e stipendi usando il Parlamento come una scuola serale per imparare qualcosa a spese nostre, fico (per non dire Fico, un altro).

Il tutto attraverso la rete, e non ci voleva molto a capire chi mandavi in Parlamento attraverso la Piattaforma Rousseau (già il nome dice tutto, il mito del buon selvaggio, almeno l’avessero chiamata Piattaforma Steve Jobs). (Tra l’altro non si è mai capito chi controlla i conti della Piattaforma del buon selvaggio). Però Grillo vede zombi, zombi dappertutto.

In realtà l’album di figurine del marchese del Grillo, più che un album di zombi è un album di ignoranti ma furbi, e se gli stavano bene prima, col mandato zero, non si capisce perché non gli stiano bene adesso. Ma anche si fosse reso conto solo ora che sono zombi, gli zombi come sappiamo non usano il cervello per pensare, si muovono deambulando schifosamente per mangiare gli umani non zombi o per morderli per farli diventare zombi. Grillo forse pensava che il cervello degli zombi sarebbe stato il suo. Che sarebbe stato perfino peggio. In ogni caso nell’album di figurine (che siano tutti figurine non c’è dubbio) anziché Di Maio, come prima figurina avrebbe dovuto mettersi lui.


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