La fine di una forza “socio-degradabile”

Giu 22, 2022

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    Più che biodegradabili i 5S sembrano socio-degradabili, nel senso che possono disperdersi nelle infinite pieghe degli pseudo-pensieri che attraversano la società. Oggi lo scontro vede opposti i governisti e i movimentisti, ma è una polarizzazione che non rende giustizia all’anima stessa dei 5S e dei loro elettori. Potrebbero facilmente moltiplicare i fronti di contrasto, fino ad averne uno su ogni singolo tema sociale, economico e politico. Questo non è un rischio ma piuttosto l’epilogo annunciato e scritto nelle istruzioni originarie di montaggio e installazione del movimento.

    Quando non c’è nessuna idea costruita, frutto di un’analisi della società, dell’economia e della politica, è automatico schierarsi pro e contro qualsiasi fattispecie. Del resto, come avrebbero potuto sviluppare un’analisi senza possedere gli strumenti per comprendere, senza una familiarità con l’apprendimento? Tanto fiuto, questo sì, utilissimo per intercettare la direzione del vento. Ma dopo, pur avendo intuito e non compreso appieno certe pulsioni sociali, se non si possiedono le necessarie abilità per gestire le informazioni ed elaborarle, diventa impossibile trasformarle in un tessuto coerente, dove a una posizione sul lavoro ne corrisponda una sul fisco e un’altra sull’energia. Per carità, non si pretende di arrivare a una Weltanschauung, un’idea del mondo e dell’uomo, che del resto non viene neppure richiesta per giocare ai massimi livelli della politica nostrana. Ma almeno un minimo sistema di corrispondenze, per evitare di boicottare ogni fonte di energia e poi andare con la borsa in mano in giro per il mondo ad acquistarla. Un caleidoscopio di posizioni scollegate e intercambiabili, di cui gli unici davvero colpevoli sono i giornalisti e i commentatori politici, che per anni hanno preteso di tirar fuori dal movimento ciò che per definizione non poteva esserci.

    I 5s hanno scelto, ab origine e apertis verbis, di essere semplicemente il megafono di chiunque fosse portatore di uno sfogo. Hanno eretto a manifesto l’impreparazione e l’incompetenza, spiegando che uno-vale-uno e che per governare un Paese non serve quella professionalità costruita in anni di studio prima e gavetta dopo. Per questo sono e non possono che essere tutto e il suo contrario. Ogni loro posizione pro o contro non va né collegata alle sue implicazioni fuori dal perimetro stretto né ricordata oltre la sua durata del tempo presente. In senso politico, parliamo esattamente del nulla, di quell’anti che era nel disegno originario. Se nasci e pasci sul vaffa, poi quello sei, un vaffa e nulla più.


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